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A partire da Ywan Goll – Per una cultura europea come Cultura dei Ponti \di Teresa Zonno

Posted on: 13/07/2012

da incroci 25 – sezione saggi

Un incrocio all’ennesima potenza quello presentato per noi da Teresa Zonno, che, dopo aver avviato la carriera come filosofa e classicista (Roma, Oxford), è stata lettrice di lingua e letteratura italiana presso le Università di Oxford, Heidelberg e Berlino. Qui, nel 1993, ha fondato il Laboratorio Teatro Tra le Righe, che attualmente dirige.

Il suo intervento descrive un progetto concepito e realizzato all’interno del Laboratorio con il supporto della Comunità europea (Programma Connect 99), in collaborazione con diverse istituzioni universitarie e teatrali europee.

Il progetto è intitolato Ywan Goll: ricognizioni multimediali nel surrealismo europeo, e i risultati della ricerca sono stati commentati nel volume Iwan Goll – Intersezioni testuali e multimediali, a cura di T. Zemella, Clueb, Bologna 2002.

Partendo da un testo di Iwan Goll, Methusalem o l’eterno Borghese, si è giunti alla performance multimediale Drei Originale (Tre Originali), composta del video-film Methusalem. Ein kinodrama (Matusalemme – Un Cinedramma), ideato e realizzato da Thomas Martius e girato con studenti a Parma e a Barcellona, e dal dramma di René Pollesh Der Hype von bürgerlischen Lebenstilen (Il hype degli stili di vita borghesi), messo in scena dagli studenti della Oxford University Dramatic Society.

Diamo qui di seguito qualche ‘assaggio’ del contributo di Teresa Zonno che il lettore troverà nell’ultimo numero di incroci: un pezzo molto denso, perché oltre ad un report del progetto in questione e dei suoi significati culturali e politici, comprende anche un profilo della figura di Goll e alcuni estratti dai testi di Goll, Martius, Pollesh.

 

La metafora del ponte

La scelta di Iwan Goll non nasce tanto dalla volontà di rileggere pagine dell’avanguardia storica europea quanto dalla necessità di avviare una riflessione sull’Europa del Duemila e sui suoi problemi: la rilettura di quel testo e le rielaborazioni di Martius e di Pollesch
hanno rappresentato punti di riferimento e di stimolo rispetto a temi fondamentali dei nostri giorni come il valore politico e culturale dell’Europa, la società multimediale e la crisi del capitalismo avanzato.

Si è creduto che l’Euro fosse senza dubbio il segno più evidente dell’unione politica europea e l’entrata di altri quindici Paesi membri nel 2004 è stata accolta con entusiasmo. Purtroppo, però, le difficoltà di ordine non solo economico ma anche culturale in cui, negli ultimi anni, versa l’Europa non possono essere ignorate e impongono una lettura diversa di tutta la vicenda. Resta a tutt’oggi indispensabile ampliare e definire accuratamente anche l’unità culturale europea, la cui coscienza non può nascere dal semplice accostamento delle culture nazionali e neanche dalla supremazia di alcune su altre […]  

In tale ottica, il ponte può essere considerato una pregnante metafora in grado di cogliere e rappresentare la storia culturale europea e le sue future prospettive di sviluppo. Esso non solo permette un passaggio di confini, ma unisce parti ritenute inconciliabili, pur restando nel contempo luogo autonomo, sospeso su uno spazio non percorribile e spesso pieno di pericoli: ciononostante esso invita a soffermarvisi, consentendo di vagare con lo sguardo in tutte le direzioni. Fermi su un ponte sospeso su paesaggi transnazionali, noi sentiamo intensamente il desiderio di unità e comunicazione sia con ciò che ci è familiare sia con ciò che scorgiamo in lontananza. La cultura dei ponti, pertanto,
non si fonda sull’evidenziazione delle differenze, bensì sulla libera scelta di un punto di vista che, facendosi ‘estraneo’ e guardando a debita distanza la propria identità culturale, sa guadagnare uno sguardo critico, aperto e creativo […]

Dopo diciannove anni di ricerca letteraria e teatrale svoltasi in varie Università europee, il Teatro Tra le Righe non pretende certo di averla realizzata, questa Cultura Europea dei Ponti. Al contrario, con le ricerche, le traduzioni, le performance, le mostre, i video, le conferenze, si vuol dimostrare che molti artisti che hanno segnato l’inizio della modernità hanno già a modo loro espresso individualmente la consapevolezza di vivere in una Cultura dei Ponti. Gli autori scelti fin qui dal Teatro tra le Righe sono riusciti, sia nelle opere sia nella vita, a superare l’identificazione provinciale con il loro luogo di origine e a situarsi sia spiritualmente sia culturalmente sul Ponte. Questo arricchimento della loro identità ha trovato nuove forme di espressione artistica nelle loro poesie, prose o opere teatrali. Il Teatro Tra le Righe si propone di analizzare il significato di queste forme espressive e di comunicare il carattere delle scelte linguistiche nella performance concreta, avvalendosi, dunque, dei mezzi del teatro e della sua dimensione multimediale […]

  

  • Iwan Goll nacque il 29 marzo 1891 a Saint Dié-des-Vosges. Frequentò la scuola a Metz e si dedicò dal 1910 agli studi di giurisprudenza presso le Università di Strasburgo, Friburgo, Monaco e Losanna. Nel 1913 conseguí il dottorato in Giurisprudenza a Losanna. Allo scoppio della prima guerra mondiale, si trasferì in Svizzera, dove visse sul lago di Ginevra frequentando la cerchia di pacifisti francesi che facevano capo a Romain Rolland. Là incontrò nel 1916 la poetessa Claire Studer che più tardi diventerà sua moglie. Dal 1919 sino alla fine degli anni Trenta visse a Parigi, dove fece la conoscenza di James Joyce e cominciò insieme a Samuel Beckett e altri a tradurre in francese Anna Livia Plurabelle. Fu amico anche di poeti e pittori appartenenti alla cerchia di Apollinaire. Nel 1924 cercò di rinnovare, con la pubblicazione della rivista «Surréalisme»,
    le istanze del cubismo letterario. Nel 1939 emigrò a New York, dove fondò e diresse, dal 1943 sino al 1946, la rivista letteraria franco-americana «Hémisphères», alla quale collaborarono, tra gli altri, Saint-John Perse, André Breton e Henry Miller. Ammalatosi gravemente nel 1944, fece ritorno in Francia nel 1947. Morì di leucemia a Parigi il 27 febbraio 1950.
  • Thomas Martius (1966), dopo un periodo di studi di economia si è laureato presso l’Istituto di Angewandte Theaterwissenschaft (scienza del teatro applicata) a Gießen. Ha realizzato diverse performances e ha messo in scena pezzi teatrali già in quel periodo. Attualmente vive come artista freelance a Berlino. Tra il 1996 e il 1998 è stato artista stipendiato presso il Podewil, Berlino, collaborando però anche col Berliner Ensemble e il Theater am Halleschen Ufer. La sua produzione artistica spazia tra teatro, letteratura, musica, performance, film e video. Dal 1996 insegna regolarmente Video presso l’istituto di Theaterwissenschaften della Freie Universität Berlin.
  • René Pollesch, nato nel 1962, ha realizzato diverse messe in scena e performances già durante gli studi di scienza del teatro applicata a Gießen presso la cattedra del professor Andrzej Wirth. In seguito, per commissione ha lavorato presso i teatri di Brema e Heidelberg. Nel 1990 ha fondato il gruppo dei Theater Montage Frankenthal e fino al 1995 ha messo in scena pezzi teatrali da lui composti per la Probebühne des Theater am Turm (TAT) di Francoforte. Dal 1997 estende i suoi interessi, scrivendo e mettendo in scena anche per la televisione e la radio. Dal agosto del 1999 è regista presso il teatro di Lucerna e dal 2000 è l’autore del teatro Hamburger Schauspielhaus. Significativi per la sua produzione artistica sono i testi “highspeed”, con un potenziale critico verso la società tecnologica e capitalistica, che spingono fino all’assurdo il convenzionale teatro basato sul dialogico e sulla rappresentazione psicologica dei personaggi.
  • Il Laboratorio Teatro Tra Le Righe è un’organizzazione europea con sede a Berlino, di cui fanno parte accademici e artisti. Le sue attività si rivolgono agli studenti, ai giovani, agli accademici e a tutti coloro che in Europa sono interessati a sviluppare le proprie abilità linguistiche, la sensibilità estetica e la conoscenza della cultura europea attraverso la dimensione performativa della pratica teatrale. Fondato nel 1993 da Teresa Zonno, inizialmente all’interno dei Dipartimenti di Lingue Romanze della Freie Universität e della Humboldt Universität di Berlino, il Laboratorio è poi cresciuto, trasformandosi in un’organizzazione autonoma di livello internazionale. Attualmente esso è un forum indipendente per la ricerca interdisciplinare che concepisce, organizza e promuove in tutta Europa progetti interculturali nell’ambito della letteratura Europea, del teatro, delle lingue e della formazione. In campo didattico ha sviluppato metodi alternativi d’insegnamento e apprendimento attraverso la pratica performativa, specialmente nelle discipline della linguistica e della letteratura, usando in maniera attiva le risorse multimediali.

    Le regole fondanti dei progetti del Laboratorio Teatro Tra Le Righe sono generatività e referenzialità. Testi singoli (film, documenti, spettacoli teatrali) vengono analizzati e prodotti secondo questi principi, generati l’uno dall’altro, in costante dialogo reciproco.

 

 

 


 

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