incroci on line

Anna Maria Carpi, QUANDO AVRO’ TEMPO

Posted on: 29/11/2013

 

Anna Maria Carpi, QUANDO AVRO’ TEMPO

Transeuropa, Massa 2013

 

di Paolo Leoncini

 

I fenomeni, gli accadimenti di questa raccolta poetica di Anna Maria Carpi si accampano in un tempo irreale (L’oggi è strano, l’oggi è di nessuno/…/È cominciata un’immensa irrealtà, p.43); in una esistenza priva di dimensione temporale, e, tuttavia, necessaria come contingenza asfittica: Quando avrò tempo dico/e so che non l’avrò (p. 5); Quando avrò tempo/e so che non l’avrò/dicevo…(p. 59); Qui ho abitato /un avvenire che non è venuto/ come in un incipit, poi non c’è il romanzo.(p. 45); Qual è stato il mio tempo? /Gli eventi del mio tempo/ li ho vissuti di striscio (p. 46).

Nei confronti della contingenza asfittica, si intrecciano nascondimento, silenzio e speranza di un «tu», poiché la speranza affidata all’io è «fiaba»:Fiaba dell’io/fresco guanciale della speranza (p. 12);Io dentro, in casa, io nel mio letto,/io e il soffitto,/Io? Che cos’è?Il resto di un’antica credenza,/anima si chiamava, daimon, identità, farfalla,/e questa mia svagata /era amica del mondo,/erano amanti./Ritorna,/o bella superstizione dell’amore.(p. 58). La scomparsa o l’inesistenza dell’io-anima-mondo-amore,connotati dal fattore credenza-superstizione, implica l’istanza di un «tu», ma avvertito come carcere, come nascondimento, come diversione insignificante: Scendi sull’orlo del mio letto,/ affetto venuto da lontano,/guardami senza mai stancarti,/ come se fuori non fosse/ più che neve e silenzio/ e non si potesse uscire.(p. 9);voglio una droga più forte,/ voglio la muta bevanda di uno sguardo che intende chi sono-/ un nido sconosciuto/ introvabile dalla morte (p. 10); …quanto tempo ho perso/ in compagnia,/ poco o niente importava come fosse :/ ha il suo bello non essere se stessi,/ passare ogni momento a un’altra cosa,/ dire in coro con gli altri non ho tempo. È la salvezza.(p. 59).Tuttavia, il «parlarci» è la dimensione essenziale:…non c’è la morte/ se non ci viene tolto di parlarci (p. 57). Il dire è un esistere-parola che si manifesta in una proliferazione altalenante dove entrano in gioco la dilatazione infantile dello spazio: E io intanto/ ingombro questa casa come un bimbo/ che sparge intorno i giochi/ e di far ordine non è  mai il momento/ e nemmeno è capace, se non viene sua madre. (p. 5); il divino:…un visino qualunque,/codino biondo, occhi tondi, azzurri,/ una bambina./ Che sia questo il divino?(p. 17); Un piccolo trifoglio nero in campo giallo./ Dio sia lodato.(p.18); e con esiti di radicalità leopardiana: ci estingueremo/e con noi ogni immagine e anche Dio./ Solo immani silenzi./ Cos’era il tutto? Nulla./Senza senso ./ È la notte dei tempi che ritorna (p. 24);la storia: Ma la storia ora è in polvere/ …/Finis Europae: questa volta è vero?(p. 32);i «valori eterni»: ho sempre amato ridere e ballare/ ma poi rientrare a casa,/ gratis,a casa dei valori eterni (p. 53).

Si tratta di una testualità sospensivo-interrogativa, discrasico-conflittuale, che si appiana, che si amalgama, attraverso un percorso di lettura che incontra momenti di risolta pregnanza, sul versante dello spazio sensibile, plastico-visivo / tattile-uditivo, contrappunto dell’assenza temporale; spazio fisico, che comprende riferimenti a luoghi privilegiati ,da Londra a Milano, da Berlino a Venezia:spazi, luoghi, dove il fattore-tempo si dissolve in uno spostamento straniante: E oggi sei in estasi a Venezia,/ Punta della Dogana, mezzogiorno col sole,/ un gioiello di Dio,/ ma tu vuoi andare/ a una mostra di Hirst, dai giapponesi/ …/ Poi avrai voglia di una pizza all’aperto,/ di un caffè con la vista su S.Marco,/ poi prima di partire un tè alle Zattere/ per vedere il tramonto./ Poi voli al nord.(pp. 20-21). E dove Un madido abisso ci ha tra le mani/ …/ il treno è in fuga/ …/ L’artico nulla, un brusio senza sonno / il tutto umano. (p. 13). L’ipertrofia quantitativa , rispetto all’asfissia del tempo, investe e vanifica i libri, strumento classico della conoscenza: Libri, libri, ogni casa ne trabocca,/ libri dei tempi del grande scrivere/ dalla convinzione/ che abbia un senso il cuore/ …/ Libri di questi giorni: una valanga/ di convinti di niente,/ com’erano venuti se ne vanno.(p. 29).

L’ipertrofia quantitativa, sfasata rispetto alla penuria del tempo, è confusiva, vanificante: Metti un libro più in là,/ metti penne e matite parallele,/ annota qualchecosa sui post-in/ …/ poi va’ in cucina per un sorso d’acqua,/ rimetti la bottiglia in frigo e torna// Ma perché torni? (p. 42). Il libro diventa materia, cosa, omologata alla corporeità regressiva del tragico quotidiano: Da ogni libro cerco soccorso/ e s’impila il soccorso sui tavoli di casa,/ da ultimo ho ripreso / il Don Chisciotte./ Ma non mi scuote, è come coi giornali:/ poi non ricordo niente,/ festival e massacri,/ tutto interplanetario o minimale come/ quel tale di Precotto che a una gravida/ al nono mese ha mozzato la testa.(p. 30).

Questo dissolvimento assoluto del tempo , questa dilatazione insignificante dello spazio e questa ipertrofia tragica della materia coincidono con la dimensione del mortuario, col mediocre morire di ogni istante (p. 37) sorda tortura/di cio’ che avremmo dovuto essere per non dover morire. Dunque, questa condizione esistenziale si costituisce come la pena di un’essenza tradita e perduta; di una sapienzialità connessa alla dimensione del tempo, commisurabile all’esistenza: infatti l’immagine explicitaria del monaco Ban (è comoda la cella e i manoscriti abbondano/ per compagno ha un gatto, il bianco Pangut (p. 65), monaco irlandese (Bianco si dice ban/ in gaelico, la lingua dei miei avi,/ gli irlandesi, ivi) ripristina la dimensione a-storica di un tempo salvifico, non priva delle venature mistiche di una compartecipe interiorità.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

«incroci» - semestrale di letteratura e altre scritture

direzione: Lino Angiuli • Raffaele Nigro • Daniele Maria Pegorari.

Acquisto e Abbonamento

Una copia: euro 10,00
Abbonamento annuale: euro 18

Modalità di acquisto:
- dal sito dell'editore (http://www.addaeditore.it/)
- versamento sul c.c. postale n. 10286706
intestato a: Adda Editore, via Tanzi, 59 - 70121 Bari

il nuovo numero di incroci

eventi: Dante, l’immaginario

disclaimer

Il blog ‘incroci on line’ non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità: per questo non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità degli articoli è dei rispettivi autori, che ne rispondono interamente.

Alcune immagini pubblicate nel blog sono tratte dal Web: qualora qualcuna di esse fosse protetta da diritto d’autore, vi preghiamo di comunicarcelo tramite l’indirizzo incrocionline@libero.it, provvederemo alla loro rimozione.

Al lettore che voglia inserire un commento ad un post è richiesto di identificarsi mediante nome e cognome; non sono ammessi nickname, iniziali, false generalità.
Commenti offensivi, lesivi della persona o facenti uso di argomenti ad hominem non verranno pubblicati.
In ogni caso ‘incroci on line’ non è responsabile per quanto scritto dai lettori nei commenti ai post.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: