incroci on line

FRESCHI DI STAMPA/ a cura di Antonio Lillo

Posted on: 30/01/2015

rotativa1

di Antonio Lillo

 

Massimo Giannotta, PROTOCOLLI DI AUTODIFESA, Empirìa (Roma 2014)

 

«Riflettendo sulle vicende di alcuni personaggi si esaminano ipotesi di autodifesa per la sopravvivenza in questi tempi barbarici e bui.» È lo stesso Giannotta, nell’indice ragionato della sua raccolta, a descriverne perfettamente il senso e la struttura. Ed è proprio la struttura originalissima a offrire i motivi di maggiore interesse dell’opera, tanto ferrea quanto aperta a varie interpretazioni, deviazioni e vie di fuga per l’immaginazione, strutturata come se fosse un lungo viaggio verso l’Oriente, con tanto di mappa disegnata che rievoca, nelle sue possibilità extratestuali – interpretabili dunque su più piani di lettura: esperienziale, metaforico, letterario, con citazioni che vanno da Camus a Melville – l’avventurosa ricerca per terre sconosciute.

Al centro di tutto c’è il mare, quest’enorme mare che bagna ogni scritto e disegna un territorio d’azione per il poeta, in perenne movimento. La scrittura riflette tale movimento, persino nei tecnicismi nautici con cui talvolta dà colore ai suoi racconti di viaggio, con uno stile molto controllato, denso, spesso avvincente ed evocativo: «Piove da giorni sulle pinete marine e sul mio cappotto inzuppato, sul mio tascapane. Senza sosta. Il lieve fruscio della pioggia mi accompagna attraverso i campi abbandonati, verso i rari casali semidiroccati, con le finestre sbarrate da assi, alle cui mura cadenti sono ammucchiate vecchie lamiere, dismesse ruote di carro, arrugginiti attrezzi agricoli affogati nelle ortiche e nei convolvoli.» La raccolta, inoltre, è un raro esempio di prosimetro, con prosa e poesia che si alternano e si fondono al suo interno, per quanto la poesia sia spesso eccessivamente prosastica per convincere appieno. Fa tutto parte, comunque, della volontà sperimentale di Giannotta che qui si cimenta senza timore coi più diversi generi, dall’epistolario alla narrazione marinaresca fino ai veri e propri estremi visionari dell’ultimo capitolo, significativamente intitolato Notizie della peste.    

 

 

Giovanni Granatelli, MUSICA QUESTUANTE, Nino Aragno Editore (Torino 2014)

 

Frutto di una ricerca poetica durata circa dieci anni, dal 2004 al 2014, Musica questuante è una sorta di auto-antologia che riassume le raccolte precedenti di Granatelli aggiungendovi molti inediti, il cui culmine è idealmente rappresentato dall’ultima e fondamentale sezione che dà, appunto, nome all’intera raccolta: «Le abbarbicate/ inesistenti nonostante/ (ovunque detriti – qui,/ scorie e ritagli/ di aspre riparazioni,/ echi nel vuoto)/ suppliche alle stagioni». In una disposizione circolare e con una manovra non casuale, infatti, la raccolta si chiude con una sezione che porta lo stesso titolo del libro, le cui ultime parole sono, per l’appunto, “musica questuante”, metafora della poesia con cui l’autore consuma un intenso, persino criptico, corpo a corpo. Quello di Granatelli sembra un lavoro fatto per sottrazione, con versi brevi, piani, la cui ritmica velatamente musicale è data dalla loro frantumazione e rapidità di accostamento: un andamento da cui scaturisce una meravigliata atmosfera. L’intera raccolta appare quasi un taccuino di schizzi di viaggio, il cui vero senso scaturisce dal loro innestarsi gli uni sugli altri fino a formare l’assai brulicante paesaggio poetico del loro autore, il cui immaginario è spesso desunto dal mondo naturalistico. Poesia in movimento, dunque, per quanto all’apparenza fortemente immobile, contemplativa; testi che spesso partono con l’osservazione di un dato empirico per poi sviluppare una qualche riflessione “morale”. «Ho imparato/ che il silenzio/ è un artiglio retrattile// e una sostanza/ più ambigua dell’aria// sensibile a minuscole/ pressioni di dolore/ incanto e disincanto// splendente come neve/ o lastre di metallo/ riparo per cecchini». Ne deriva una sorta di leggerezza meditativa, che si accentua proprio nell’ultima sezione, come fosse il maturo terminale dell’intera ricerca di questo autore.

 

 

Antonio Spagnuolo, OLTRE LO SMERIGLIO, Kairos (Napoli 2014)

 

Opera sulla crisi, dei tempi e personale, Oltre lo smeriglio del napoletano Antonio Spagnuolo affronta la terribile esperienza dell’elaborazione del lutto con forza e lucidità, in un’opera tanto minuta quanto delicata, per certi versi disarmante. Non ha caso si parla di «crisi»: è infatti lo stesso autore, in prefazione, a indicarla come tema centrale della raccolta, e in tutte le sue sfumature anche più alte, storiche e morali, applicate però a un lavoro dalla forte, evidente, storia personale. A ogni buon conto il libro si divide in due parti. La prima, più astratta, ma dal titolo assai emblematico: Ricomporre, da intendersi come una suite, improntata a un forte lavoro sperimentale, sulla parola, sulla sua forza evocatrice prima ancora che semantica: «Inghiacciando/ non consola implàntolo/ innanzi alla malinconia./ Sconfina le tue fastella/ una volta a cesure./ Ho voce in proscenio/ comune all’insonnia:/ …ecco/ Pari la tua fantasia.» La seconda, Memorie, di cui si hanno già avvisaglie alla fine della prima sezione, più classica nella forma, ma proprio per questo dal sapore assai più intimo e sofferto, e nella sua fragilità, nel suo costante equilibrio fra pudore e necessità di «svestire le memorie» tanto più commovente: «A chi leggerò i miei versi sdruciti,/ pinzettati dal klemmer, arrugginiti/ nella tua assenza?/ Picchiettano ancora affanni stemperando/ solitudine e angoscia/ mentre una carezza scivola il tempo/ tra le chiome del nulla/ e ingabbia nel silenzio il mio labbro/ per un ultimo giorno».

 

 

Pasquale Del Cimmuto, COME UN VENTO SERENATORE (AI CONFINI DI UN PARCO), Moretti e Vitali (Bergamo 2014)

 

Libro prezioso tanto nella confezione quanto nei suoi contenuti, che riecheggiano fin dal titolo atmosfere orientali, con l’immersione nella pacata contemplazione di un universo vitale ma pacificato, in perfetto equilibrio nei suoi elementi di chiara ambientazione naturalistica, e fortemente legati al paesaggio di Pescocostanzo, borgo abruzzese in cui Del Cimmuto è nato e di cui è tuttora sindaco, e in cui ha contribuito ad ambientare Moto Perpetuo, rassegna artistica fra i cui ospiti è stato presente anche il poeta  e matematico giapponese Kikuo Takano (1927-2006), a cui l’opera pare idealmente dedicata, attraverso una composizione centrale e fra le più intime del libro: «Forse ti ho sempre cercato, senza saperlo/ trovandoti solo poi, leggero strumento a fiato/ di canna sgusciata/ quasi afono e incerto sulle prime/ ma spedito man mano/ e infine penetrante come di spade orgogliose/ nell’estremo delle frequenze stridule/ dove il senso si tende e sconcerta/ si prova (malfermo) a ritrovarsi/ nella fisicità./ Alla fine modulato e suadente». La ricerca, estesa all’intera raccolta, che va vissuta come un viaggio a tappe verso la maturità, riguarda il significato dell’esistenza e come questo si sposi al canto poetico. Il verso si adegua a tali atmosfere e rimanda, nella scelta linguistica, a un dettato denso ma luminoso, corposo ma scorrevole, talvolta maestoso nell’apertura del suo sguardo, altre più minutamente delicato, con passaggi che rievocano la poesia di certo Luzi ma priva di altrettanta disperazione o, come suggerisce in esergo alla stessa, la panica immersione nel tutto del D’Annunzio migliore.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

«incroci» - semestrale di letteratura e altre scritture

direzione: Lino Angiuli • Raffaele Nigro • Daniele Maria Pegorari.

Acquisto e Abbonamento

Una copia: euro 10,00
Abbonamento annuale: euro 18

Modalità di acquisto:
- dal sito dell'editore (http://www.addaeditore.it/)
- versamento sul c.c. postale n. 10286706
intestato a: Adda Editore, via Tanzi, 59 - 70121 Bari

il nuovo numero di incroci

eventi: Dante, l’immaginario

disclaimer

Il blog ‘incroci on line’ non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità: per questo non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità degli articoli è dei rispettivi autori, che ne rispondono interamente.

Alcune immagini pubblicate nel blog sono tratte dal Web: qualora qualcuna di esse fosse protetta da diritto d’autore, vi preghiamo di comunicarcelo tramite l’indirizzo incrocionline@libero.it, provvederemo alla loro rimozione.

Al lettore che voglia inserire un commento ad un post è richiesto di identificarsi mediante nome e cognome; non sono ammessi nickname, iniziali, false generalità.
Commenti offensivi, lesivi della persona o facenti uso di argomenti ad hominem non verranno pubblicati.
In ogni caso ‘incroci on line’ non è responsabile per quanto scritto dai lettori nei commenti ai post.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: