incroci on line

L’anima di una comunità nel Canzoniere fondano di Antonio Parisi

Posted on: 18/09/2016

Antonio Parisi, Canzoniere fondano

di Achille Chillà

Quando la poesia si costruisce come cassa armonica d’inchiostro delle voci di una comunità, il suo autore sottrae alle angustie della quotidianità circostanze, visioni della vita e sentimenti di luoghi e persone, altrimenti votati all’oblio. Affondando le proprie radici espressive nella lingua della città di Fondi, in provincia di Latina, Il Canzoniere fondano di Antonio Parisi, per Herald Editore, costituisce un corpus poetico significativamente pregno delle molteplici narrazioni del sentire comune di voci anonime ma democraticamente accolte nell’agorà del verso. Come avverte nell’introduzione alla lettura Antonio Lamante, per stile, struttura e frequente e divertito ricorso al fulmen in clausula, la raccolta si muove sulla solida tradizione tracciata da Cecco Angiolieri, dal Burchiello e dal Berni, poi transitata nei secoli successivi.

La lingua fondana è resa nell’incisività della sua cadenza e delle sue succose espressioni secondo la lezione di Gioacchino Belli.

Il testimone della parola poetica di bocca in bocca attraversa idealmente la comunità: i versi del componimento “Na santarella” stigmatizzano con animoso accanimento la presunta e presuntuosa illibatezza di Rosina esibita da sua madre, smascherandone icasticamente i reali armeggi con un in cauda venenum: «E mo sta là! Ma cu’la trippa ‘russe!». Nella poesia “Na mela cèrva” un canuto dongiovanni ricusato da una ragazza si rifugia nel collaudatissimo nondum matura est, facendo risaltare il grottesco contrasto tra l’anagrafe e i velleitari desideri: «Pecché se sa, quande la mele è cerve, / t’arruzzinisce i dente, perché allappe!». Il tema delle incomprensibili ma necessarie storture della società civile trova espressione nella costernazione di alcune compisizioni. Così “I pentimente” condanna la sbrigativa assoluzione delle peggiori nefandezze attraverso la facile e rapida formula di un pentimento: «Pare tutte nu cazze de priatorie! / Dop’avé fatte cente e chiù dammajje, / nu mea culpa, e schiude a salmi in glorie!», mentre in “La logge” è rappresentato come ineluttabile il meccanismo della raccomandazione e dei buoni uffici di un potente, per scongiurare una vita di stenti ai margini della società. Dal licantropo al malato immaginario al prete profittatore, un caleidoscopico susseguirsi di tipi e casi umani trova unità nel comune orizzonte di senso della comunità che osserva e commenta.

Parisi traduce in poesia il procedimento del narratore regredito che Giovanni Verga aveva realizzato in alcuni suoi racconti e romanzi. Come l’autore siciliano assunse il punto di vista di un narratore a lui non coincidente, riportandone visioni della realtà e parametri di valutazione lontanissimi dai propri, così il poeta fondano lascia che la poesia scorra lungo un patrimonio etico e antropologico a lui non completamente conforme. Nella prima lirica del Canzoniere fondano, a mo’ di proemio, l’autore capovolge il lirismo centrato sull’io in favore di una coralità che non accetta la legge del tempo che cancella e chiede al poeta di opporvisi: «Nui séme sule voce, m’hanne ditte. / Tu facce addeventà de carne e osse!». Il proposito di rispecchiamento e recupero dell’anima di Fondi trova nel Canzoniere pieno compimento.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

«incroci» - semestrale di letteratura e altre scritture

direzione: Lino Angiuli • Raffaele Nigro • Daniele Maria Pegorari.

Acquisto e Abbonamento

Una copia: euro 10,00
Abbonamento annuale: euro 18

Modalità di acquisto:
- dal sito dell'editore (http://www.addaeditore.it/)
- versamento sul c.c. postale n. 10286706
intestato a: Adda Editore, via Tanzi, 59 - 70121 Bari

il nuovo numero di incroci

eventi: Dante, l’immaginario

disclaimer

Il blog ‘incroci on line’ non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità: per questo non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità degli articoli è dei rispettivi autori, che ne rispondono interamente.

Alcune immagini pubblicate nel blog sono tratte dal Web: qualora qualcuna di esse fosse protetta da diritto d’autore, vi preghiamo di comunicarcelo tramite l’indirizzo incrocionline@libero.it, provvederemo alla loro rimozione.

Al lettore che voglia inserire un commento ad un post è richiesto di identificarsi mediante nome e cognome; non sono ammessi nickname, iniziali, false generalità.
Commenti offensivi, lesivi della persona o facenti uso di argomenti ad hominem non verranno pubblicati.
In ogni caso ‘incroci on line’ non è responsabile per quanto scritto dai lettori nei commenti ai post.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: