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Archive for maggio 2017

Da Conrad al Teatro Abeliano:
“I duellanti” con Alessio Boni e Marcello Prayer

di Irene Gianeselli

L’articolo che segue è il vincitore di una sezione (“Recensione a uno spettacolo di ampio rilievo artistico”) del Premio di Critica e Storia del Teatro under 35 “Nicola Saponaro”, intitolato alla memoria del grande drammaturgo, nato l’8 dicembre 1935 e morto il 24 gennaio 2015. Il premio, fortemente voluto dal cutamc (Centro interuniversitario per il Teatro, le Arti visive, la Musica e il Cinema) dell’Università di Bari, dall’Associazione “Attraverso lo spettacolo” e dalla Biblioteca del consiglio regionale della Puglia “Teca del Mediterraneo” (che custodisce il prezioso Archivio privato donato da Saponaro), ha l’obiettivo di valorizzare gli studi di critica teatrale e di storia dello spettacolo, con particolare (ma non esclusivo) riferimento all’ambito regionale. La giuria, presieduta dalla direttrice del cutamc, prof.ssa Grazia Distaso, era poi composta Lea Durante, Francesco S. Minervini, Daniele Maria Pegorari e Maria Grazia Porcelli (per l’Università di Bari), da Maria A. Abenante e Daniela Daloiso (per “Teca del Mediterraneo”), da Waldemaro Morgese, Egidio Pani e Franco Perrelli (per “Attraverso lo spettacolo”) e da Mary Sellani (compagna del drammaturgo). «incroci» si associa alla nobile e doverosa commemorazione dell’autore (indimenticabile amico di tante nostre iniziative), accogliendo questa recensione sul blog e pubblicando altresì, in uno dei prossimi volumi, un contributo di Marica Mancini, risultato vincitore nella sezione “Saggio inedito sulla storia del teatro”.

La stoccata deve essere data. Ecco il télos della tensione che Conrad rende materico nel racconto The Duel, dato alle stampe nel 1908. Lo stile tagliente e asciutto dello scrittore penetra la Storia e anima i due ussari della Grande Armèe di Napoleone, Armand D’Hubert e Gabriel Feraud. Due vite che si compenetrano in un unicum sublimato nel racconto stesso, nell’affabulazione della carne. Una tragedia che comincia ma non finisce, e si proietta in un eterno presente che Alessio Boni, Marcello Prayer, Roberto Aldorasi (con Francesco Niccolini che ha anche tradotto e adattato il racconto), richiamano nell’impasto drammaturgico intimamente coerente de I duellanti, andato in scena dal 31 marzo al 3 aprile 2016 al Teatro Abeliano di Bari.

Si apre il sipario, l’altrove è svelato. Un medico (Marcello Prayer) sta disinfettando la ferita di un soldato (Alessio Boni). I due attori costruiscono in questa scena un prologo indiretto: la luce calda della lampada sul capo del paziente evoca l’intensità del rito e le mani esperte del medico ricuciono i lembi della narrazione. Leggi il seguito di questo post »

Il realismo terminale accende le “Luci di posizione”.

Un’antologia di Giuseppe Langella ripropone l’esigenza di un’«estrema avanguardia»

 

 

 

di Daniele Maria Pegorari

A giudicare dalla “Cronistoria” che chiude questo libro, il realismo terminale, movimento poetico fondato da Guido Oldani nel 2010 con la pubblicazione di un manifesto, ha compiuto un cammino non solo di irrobustimento delle fila, ma anche di progressiva chiarificazione teorica. Sul primo fronte vanno ricordati i numerosi poeti simpatizzanti, che raggiungono il numero di cinquantotto nell’antologia Novecento non più. Verso il realismo terminale (La Vita Felice, 2016), ma anche i teatranti, gli artisti visivi e i musicisti, i quali hanno dato vita, in giro per l’Italia, a presentazioni, mostre, concerti, spettacoli, festival e iniziative di impegno civile, ad esempio sulla dignità delle carceri e in difesa delle minoranze etniche e religiose. Sul fronte dell’approfondimento teorico vanno, invece, ricordate le tavole rotonde di Cagliari, Milano e Torino (2012, 2013 e 2014) che hanno prodotto le pubblicazioni La faraona ripiena (Mursia, 2012), il Dizionarietto delle similitudini rovesciate (Mursia, 2014) e poi gli ampi studi di Giuseppe Langella e Amedeo Anelli, apparsi rispettivamente su «La modernità letteraria» (2014) e nel volume Oltre il 900 (Libreria Ticinum, 2016), cui si aggiungerà fra non molto il mio articolo Guido Oldani e il realismo terminale (negli atti del XVIII congresso MOD Scritture del corpo). D’ora in poi costituirà una pietra miliare della riflessione l’antologia Luci di posizione, poesie per il nuovo millennio. Antologia del Realismo terminale (Mursia, Milano 2017), curata ancora da Langella, italianista insigne dell’Università Cattolica e poeta, il primo a condividere il progetto di Oldani e ad armonizzare le intuizioni antropologiche e stilistiche di questi con uno sguardo sia sociologico che storico-letterario. Leggi il seguito di questo post »


«incroci» - semestrale di letteratura e altre scritture

direzione: Lino Angiuli • Raffaele Nigro • Daniele Maria Pegorari.

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