incroci on line

Archive for marzo 2019

Ricordo della Presidente AIB e redattrice di «incroci»

 

 

 

di Daniele Maria Pegorari

“La cura”: basterebbe il titolo di una nota canzone del suo autore preferito, Franco Battiato, per ritrovare il senso del passaggio terreno di Maria, spentasi un mese fa, dopo una dolorosa malattia. «L’angelo dei libri» l’ha definita «la Repubblica» il 2 marzo e, in effetti, tutta la sua vita è stata dedicata alla promozione dello studio e della lettura, sin da quando, mentre già operava come bibliotecaria, partecipava alla fondazione di «incroci», di cui fu redattrice fino al 2008. Nel primo numero apparve il suo saggio Per Artemisia. Note per una ricerca tra storia (dell’arte) e invenzione (letteraria): un’altra traccia rivelatrice non solo della sua curiosità culturale, ma anche della sua concezione della conoscenza come militanza civile. Riproduciamo qui l’articolo apparso il 2 marzo su «la Gazzetta del Mezzogiorno», che ringraziamo per la generosa disponibilità.

Nella Chiesa di S. Barbara dei Librai, nei pressi di Campo de’ Fiori, si legge una lapide latina dedicata ai «Confratelli di Bibliopoli finché alfine sia aperto il libro dell’eternità». La conosceva bene Maria Antonietta Abenante che nella Città Eterna ha potuto leggere le sue ultime pagine, prima che una terribile malattia, con cui ha lottato duramente due anni, ne fiaccasse anche la vista e infine le spegnesse il respiro, nella tarda sera di giovedì 28 febbraio 2019. Di libri ella aveva riempito la sua vita, dagli anni del liceo in provincia di Crotone, dove era nata il 13 aprile 1969, a quelli dell’Università di Bari, dove si era laureata in Lettere, discutendo con Grazia Distaso un pionieristico studio sulla drammaturgia di Mario Luzi. Ma chi ha avuto il privilegio di starle accanto in gioventù e per molti anni (un privilegio che deve essere pareggiato oggi da un’infinita gratitudine) sa che la sua più profonda passione era la scienza del libro, a cui era stata avviata da Pietro Sisto. Leggi il seguito di questo post »

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Emmanuele Francesco Maria Emanuele, PIETRE E VENTO

Pagine, Roma 2017

 

 

 

di Achille Chillà

Pietre e vento, titolo della raccolta poetica di Emmanuele Francesco Maria Emanuele, è una diade oppositiva che rappresenta regioni e ragioni dell’anima, forze in urto fra loro, stagioni della vita stessa: il vento, racchiude la metafora del moto, dell’elemento cinetico e vitale, che ingravida il mondo in viaggio perenne; al contrario, le pietre simboleggiano la stasi, il depositarsi della materia lungo il tragitto ultra-millenario della Terra ma anche, in riferimento all’esperienza umana, il solido approdo dell’uomo alla maschera sociale più adatta alla sopravvivenza. Leggi il seguito di questo post »

Basilico

 

 

 

di Valeria M.M. Traversi

Fabio Menga è nato nell’estate del 1974 nella sua amata città di Bari. Quando tornava ‘giù’ la prima cosa che faceva era una passeggiata sul lungomare, mangiando un pezzo di focaccia calda. La vita, il lavoro e, forse, anche un certo richiamo campestre lo avevano portato da molti anni ormai nella provincia di Siena dove ha letteralmente conquistato il cuore di studenti e colleghi delle scuole medie in cui ha insegnato Lettere con il suo entusiasmo, le sue idee e i suoi progetti sempre sostenuti da un altissimo senso del dovere e da un profondo rispetto per l’insegnamento. Una terribile malattia lo ha portato via il 5 novembre 2018. Il vuoto che ha lasciato è grande, ma solo apparente, perché la sua energia costruttiva, solare, propositiva continua a vibrare come sua eredità più vera e più autentica tra tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incontrarlo. Un seme di questa sua rinnovata presenza è già nel sogno di un’amica e collega di antica data, offerto a «incroci» in forma di racconto. 

Oggi posso dormire qualche minuto in più, non ho l’ansia della prima ora. Sono passate da poco le sette e il profumo del caffè mi ha raggiunto fin sotto le coperte, mi stuzzica le narici, vorrebbe invitarmi al risveglio, ma non riesce a tentarmi fino al punto di farmi rinunciare al tepore del letto. Leggi il seguito di questo post »

Angelo Inglese, SI CHIAMERÀ ANGELO!

Sillabe, Livorno 2018.

 

 

 

di Daniele Maria Pegorari

Com’è noto, in Italia, e soprattutto in Puglia, la banda ha costituito a lungo, e fino a tempi recenti, il veicolo più efficace per la diffusione popolare della musica, per l’educazione all’ascolto e per l’apprendimento strumentale; non solo gli adattamenti della musica colta, ma anche un vastissimo repertorio specificamente composto per le bande sono stati per secoli la colonna sonora dei nostri territori, e non di rado dalle fila di questi complessi orchestrali sono usciti talenti destinati alla fortuna dei conservatori e della musica sinfonica, lirica o jazz. La copertina del libro di cui parlo in queste righe, oltre a restituirci un ritratto di colui cui si rende omaggio, il direttore e compositore molfettese Angelo Inglese senior (1918-1990), è anche una metafora di quello che la banda ha significato nell’Otto-Novecento: un intreccio carnale fra l’arte e la città, in cui si abolisce la distanza metafisica fra l’alto e il basso, il sublime e il mondano, e l’esperienza estetica diviene un incontro di corpi. Leggi il seguito di questo post »


«incroci» – semestrale di letteratura e altre scritture

direzione: Lino Angiuli •  Daniele Maria Pegorari • Raffaele Nigro

Acquisto e Abbonamento

Una copia: euro 10,00
Abbonamento annuale: euro 18

Modalità di acquisto:
– vedi sito dell’editore (http://www.addaeditore.it/)

il nuovo numero di incroci

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