incroci on line

Valeria M.M. Traversi, Basilico

Posted on: 18/03/2019

Basilico

 

 

 

di Valeria M.M. Traversi

Fabio Menga è nato nell’estate del 1974 nella sua amata città di Bari. Quando tornava ‘giù’ la prima cosa che faceva era una passeggiata sul lungomare, mangiando un pezzo di focaccia calda. La vita, il lavoro e, forse, anche un certo richiamo campestre lo avevano portato da molti anni ormai nella provincia di Siena dove ha letteralmente conquistato il cuore di studenti e colleghi delle scuole medie in cui ha insegnato Lettere con il suo entusiasmo, le sue idee e i suoi progetti sempre sostenuti da un altissimo senso del dovere e da un profondo rispetto per l’insegnamento. Una terribile malattia lo ha portato via il 5 novembre 2018. Il vuoto che ha lasciato è grande, ma solo apparente, perché la sua energia costruttiva, solare, propositiva continua a vibrare come sua eredità più vera e più autentica tra tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incontrarlo. Un seme di questa sua rinnovata presenza è già nel sogno di un’amica e collega di antica data, offerto a «incroci» in forma di racconto. 

Oggi posso dormire qualche minuto in più, non ho l’ansia della prima ora. Sono passate da poco le sette e il profumo del caffè mi ha raggiunto fin sotto le coperte, mi stuzzica le narici, vorrebbe invitarmi al risveglio, ma non riesce a tentarmi fino al punto di farmi rinunciare al tepore del letto.

Certo, mio marito me lo porterebbe qui, come ogni mattina – accompagnato dalle note di… mi sa che questo è il periodo di Bach – se solo gli facessi un cenno per fargli capire che in realtà non sto dormendo. Ma invece rimango zitta, mi godo il letto, la penombra, l’atmosfera ovattata, quello stato beato tra le immagini assurde e seduttrici della fantasia non ancora imbrigliata nel caos della realtà e le prime avvisaglie del mondo che riprende i ritmi quotidiani: le tapparelle che vengono alzate, le finestre che vengono aperte, mio marito che si veste nella penombra e rinuncia alla musica perché crede che io dorma… Più del caffè mi piace in questi minuti godermi il profumo che lui ha lasciato sul cuscino, un profumo di buono che mi fa sentire al sicuro e mi fa ripiombare dolcemente nel dormiveglia…

Non l’ho sentito uscire di casa… ah sì, però è venuto a darmi un bacio e ad augurami buona giornata, questo lo ricordo…

E così c’è di nuovo silenzio… fra poco suonerà anche la mia sveglia… fra poco…

Finalmente sono arrivata! Ho guidato un bel po’, tanto per cambiare. Scendo dall’auto e mi scrollo di dosso la stanchezza guardandomi attorno: il paesaggio è bellissimo, lo conosco da sempre, anche se ormai non ci vengo più da tanti anni, qui ho trascorso tanti momenti felici con la mia famiglia quando venivamo a trovare Nino e lui ci organizzava gite tra città d’arte e piccoli borghi, campagne e agriturismi… Mi sentivo una privilegiata quando di ritorno dalle vacanze pasquali potevo scrivere nel rituale tema Come hai trascorso queste feste: “Sono stata da mio zio in Toscana…”.

Dalla casa di fronte a me, intonacata di bianco, escono i miei amici per venirmi incontro. «Ragazzi, più che una ’ascina, sembra una masseria di Ostuni!”, e, mentre lo dico, riconosco sullo sfondo i colori caldi – il giallo, il marrone – delle mie gite d’infanzia. Sono venuta sola, mio marito non ama viaggiare, ma questa volta non ho rinunciato, dovevo venire a trovare i miei amici.

Maria Teresa mi butta le braccia al collo e comincia a parlare, a raccontare, a farmi strada. Fabio è accanto lei, come sempre, che strano, però, non parla quel chiacchierone, si limita a un sorriso sornione e a tenere lo sguardo basso come a contare i passi che separano l’auto dall’ingresso di casa. La casa è bianca anche dentro con le rifiniture azzurre del mare pugliese… ed è profumata di buon cibo… Maria Teresa ha preparato dei biscotti per me.

Mi accompagnano al piano di sopra, nella stanza che mi hanno destinato: le pareti sono azzurre, il letto è molto alto, tutto è ordinatissimo. Mi siedo sul letto mentre i miei amici prendono qualcosa che vogliono assolutamente farmi vedere. Tirano fuori da sotto il letto una serie di cassettine bianche in cui hanno piantato pomodori, melanzane, zucchine: sono ortaggi piccolissimi, delle miniature, ma sono veri.

«Da quando abbiamo scelto di essere vegetariani siamo diventati anche un po’ contadini, ma il nostro vero orgoglio è un altro…»: è sempre Maria Teresa che parla, Fabio si limita ad ascoltare, guardare, accennare un sorriso. Non è ancora esploso nella sua vulcanica risata, ancora non mi ha stritolato con uno dei suoi abbracci smisurati. Perché il mio amico è così: genuino e verace come la terra che si porta nel cuore, inconsapevole tanto della sua bellezza quanto della sua irrefrenabile vitalità, che spande a piene mani nelle sue euforiche e chiassose manifestazioni d’affetto. Ubriaco di vita.

Ci siamo conosciuti tanti anni fa: lui già bellissimo e corteggiatissimo, io ancora un’adolescente arrabbiata e imbranata. Ma allora non eravamo amici. Dopo qualche anno, una sera mi si avvicinò un ragazzo in bicicletta, si tolse la coppola e mi salutò: «Ciao Valeria, ti ricordi di me? Sono Fabio». «Ciao, come stai?», gli risposi un po’ imbarazzata mentre pensavo: “Se mi ricordo di te? Ma eri il più bello dell’Università!”. In realtà mi ero accorta di lui già nell’aula dove avevamo seguito entrambi un corso di formazione, ma orgogliosamente avevo evitato di incrociare il suo sguardo per non dovermi esporre, come aveva fatto lui, perché ero sicura che non mi avrebbe riconosciuta… (questi pensieri però glieli ho confidati solo molto più tardi). Dopo l’inaspettato saluto, scese dalla bicicletta e facemmo tutta la strada a piedi fino a casa. Poi siamo diventati insegnanti insieme e da allora non ci siamo più persi.  

Mentre ripenso a quel saluto, sempre da sotto il letto, come fosse un’inesauribile valigia di regali, tirano fuori altre piantine e un meraviglioso odore di alloro invade la stanza: «Che meraviglia!», esclamo, mentre mi mostrano anche il rosmarino, la menta, il basilico… A questo punto con le sue mani da gigante Fabio stacca una bella manciata di foglie di basilico: l’odore si spande per tutta la stanza, soppianta quello dell’alloro, fa pensare all’estate e, ancora senza dire una parola, Fabio immerge il viso tra quelle foglie e inspira profondamente a occhi chiusi come si farebbe con un mazzo di fiori. Poi le infila nella tasca del suo giubbotto.

«Fa così per conservare il ricordo di casa sua, giù in Puglia», mi spiega Maria Teresa. Allora questa volta sono io a sgualcirlo con una coccola: gli strapazzo i capelli e gli dico: «Madonna, quanto sei bello!»

Ecco: la sveglia ha suonato anche per me…

Ciao Fabio…

Annunci

2 Risposte to "Valeria M.M. Traversi, Basilico"

…bella l’idea delle piante e dei loro profumi come ponte fra il mondo dei vivi e quello dei morti, che è poi la ragione poeticamente vera dei nostri fiori sulle tombe …

Un racconto stupendo e poeticissimo. Grazie, Valeria. Ciao, Fabio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

«incroci» – semestrale di letteratura e altre scritture

direzione: Lino Angiuli •  Daniele Maria Pegorari • Raffaele Nigro

Acquisto e Abbonamento

Una copia: euro 10,00
Abbonamento annuale: euro 18

Modalità di acquisto:
– vedi sito dell’editore (http://www.addaeditore.it/)

il nuovo numero di incroci

disclaimer

Il blog ‘incroci on line’ non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità: per questo non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità degli articoli è dei rispettivi autori, che ne rispondono interamente.

Alcune immagini pubblicate nel blog sono tratte dal Web: qualora qualcuna di esse fosse protetta da diritto d’autore, vi preghiamo di comunicarcelo tramite l’indirizzo incrocionline@libero.it, provvederemo alla loro rimozione.

Al lettore che voglia inserire un commento ad un post è richiesto di identificarsi mediante nome e cognome; non sono ammessi nickname, iniziali, false generalità.
Commenti offensivi, lesivi della persona o facenti uso di argomenti ad hominem non verranno pubblicati.
In ogni caso ‘incroci on line’ non è responsabile per quanto scritto dai lettori nei commenti ai post.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: