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Marilù Oliva, Musica sull’abisso

Posted on: 22/08/2019

Marilù Oliva, Musica sull’abisso

HarperCollins, Milano 2019

 

 

di Milica Marinković

Sotto i portici e tra le mura della città che più di qualsiasi altra sa del Medioevo dotto e ancora pulsante, si nasconde una passione particolare per la lingua latina che riprende fiato in una classe bolognese. Il liceo che porta il nome di uno dei simboli della letteratura classica, Marco Tullio Cicerone, diventa luogo di una singolare unione tra i compagni della classe quinta G.

Oltre che dalla posizione sociale altolocata delle loro famiglie, questi studenti sono legati anche da qualcos’altro. Quello che per la maggior parte dei giovani rappresenta l’incubo degli anni del liceo, una materia morta e risorta per farli sudare e studiare, per gli alunni della quinta superiore di questo liceo bolognese è una passione viva, una conoscenza che potrebbe condurli verso il senso/segreto della vita e della morte. I ragazzi padroneggiano con maestria la lingua degli antichi e si sentono superiori a tutti coloro che non sono in grado di capire il fascino del latino. Tutto ciò, però, li porta in un’altra direzione, verso il luogo del sangue, del sacrificio, dell’aldilà.

Dei quattordici studenti della classe prodigiosa solo cinque rimangono in vita nel giro di quindici anni, dal 2004 quando scompare Lorenzo Bentivogli al 2019 quando il caso sarà risolto dalla Sezione Omicidi di Bologna che vede come protagonista l’ispettore Micol Medici. Se i decessi precedenti non sono stati messi in relazione durante gli anni passati, l’ultimo accaduto, quello di Gwendalina Nanni trovata nel Bacchiglione, spingerà l’ispettore Medici e la sua squadra a rielaborare i nessi tra gli ex studenti del Cicerone. Tutti sono sospetti, sia i professori del liceo ancora attivi che gli studenti sopravvissuti e le loro famiglie. Micol entra nelle case dei ragazzi sfortunati e vi trova un tempo sospeso, congelato nel momento della loro morte. Cerca di penetrare in tutti i dettagli che legavano la classe: oscurità, mistero, sesso, soldi, intelligenza suprema, l’uso delle droghe, fratellanza, gelosia e, più di qualsiasi altra cosa, volontà di accedere allo spazio inaccessibile ai viventi, ovvero a quello della morte. Tutte queste relazioni si riflettono in una canzone composta in classe l’anno della maturità, i cui versi preannunciano le scomparse dei ragazzi, tutte accadute in una data simbolica, il 21 febbraio, quando si celebravano i Feralia. Le festività erano dedicate ai morti nell’antica Roma, onorando i defunti con doni particolari fra cui anche uno trovato vicino a tutti i corpi degli sfortunati studenti: la spiga di grano.

In un contesto che ricorda non solo i riti antichi e il mistero medievale, ma anche il Romanticismo, Micol esplora le vite spente troppo giovani, piene di segreti. Come i poeti maledetti che attraverso il dérèglement de tous les sens percepivano le sinestesie e si lasciavano trasportare verso i mondi accessibili a pochi, anche gli studenti ambivano alla discesa agli inferi tramite la pericolosa sostanza ketamina. Chi di loro si è comportato come Orfeo, è stato ucciso, almeno così sembra.

A questo intrigo assai complesso si aggiungono altre storie parallele: la vita amorosa di Micol, l’amicizia di sua madre con Circassa, una donna misteriosa, il rapporto di lavoro non facile con colleghi maschili. Dunque, insieme al mistero della classe, Micol cerca di rompere anche quello che avvolge il suo fidanzato e Circassa. Ci riesce non solo grazie alla sua astuzia, preparazione e intelligenza, ma anche seguendo il suo lucido intuito e non trascurando il potere del mondo onirico. I sogni aiutano Micol a riconsiderare meglio certi aspetti delle vicende nelle quali si addentra, senza dettarle che cosa fare esattamente.

Alternando con maestria i capitoli raccontati in terza persona, seguendo i passi della protagonista, e quelli raccontati in prima persona, dove come voci narranti si susseguono gli alunni morti della quinta classe del liceo Cicerone, Marilù Oliva narra una storia di vita e di morte, di sentimenti non soddisfatti, di lotta femminile in un contesto lavorativo strettamente maschile. Il serial killer di questa storia non si lascia indovinare fino alle ultime pagine e la sua scoperta, in un certo senso, annulla tutta la ricerca investigativa e tutto il mistero mistico che copriva la classe senza, però, eliminarne l’importanza. Ciò nonostante, l’autrice ci rivela che per certe grandi verità si è sempre giovani, sempre adolescenti, e anche se l’eco della musica che proviene dall’abisso può essere affascinante da morire, l’amore, ogni tipo di amore, va vissuto a terra, a passo di danza.

“Perché chi sfida la morte, soccombe. Qualsiasi uomo varchi la soglia dell’oltretomba è destinato a restarci”. (p. 311)

2 Risposte to "Marilù Oliva, Musica sull’abisso"

L’ha ripubblicato su VIVABABYLONIAe ha commentato:
È online sul blog di “incroci” la mia recensione dell’eccellente thriller di Marilù Oliva, Musica sull’abisso. Più di 300 pagine che lasciano senza fiato!

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