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Archive for the ‘“freschi di stampa”’ Category

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di Carmine Tedeschi

 

Ambra Simeone, Opinionistica, Limina mentis, Villasanta, 2017

Versi lunghi, andamento monologante a tratti autistico, ritmo prosastico e colloquiale, insistente ritorno sopra uno stesso argomento: questi i tratti che balzano subito all’occhio in prima lettura. Sembrano inviti alla riflessione, invece non ci metti molto ad accorgerti che ti sta arrivando qualcosa di corrosivo dietro quel parlare innocente, per frasi fatte e concetti stracotti. L’ironia, il sarcasmo sono i toni dominanti. I bersagli in primo piano sono appunto il linguaggio del conformismo quotidiano, il parlare per imprinting televisivo o per virulenze di rete; la chiacchiera nel web e la smania di apparire, purché ben in linea con filosofie d’accatto; il vuoto esistenziale non cosciente, rassegnato, privo d’angosce intellettuali; l’incomunicabilità, ma non attraverso il silenzio bensì con piogge di messaggini sui social, fatti di parole logore, prive di senso, perfettamente inutili.  Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

 

FRONTIERE anno XVII, Numero 33, gennaio-dicembre 2016 (San Marco in Lamis 2016)

Frutto dell’attento e costante lavoro del Centro Documentazione sulla Storia e la Letteratura dell’Emigrazione della Capitanata (CDEC) di San Marco in Lamis (FG), presieduto da Matteo Coco, e dell’impegno di Sergio D’Amaro come direttore responsabile, «Frontiere» è una delle poche riviste italiane che si occupi di letteratura e storia dell’emigrazione. Nata nel 2000 come semestrale, dal 2007 la rivista ha un’uscita annuale, l’ultima delle quali nel 2016 col numero 33.

La rivista si segnala per la veste grafica asciutta, essenziale ma moderna. Così per le sue scelte editoriali mai scontate. L’ultimo numero, in particolare, è dedicato alle tragedie sul lavoro degli emigrati di Mattmark (1965) e Marcinelle (1956), a cui si è scelto di dare un taglio laterale, per certi versi letterario più che propriamente storiografico, recuperando e rimettendo in circolo un articolo d’epoca di Dino Buzzati abbinato a una intervista originale al cantautore Adamo, figlio di emigrati. A questi due pezzi si aggiungono alcune altre testimonianze tratte dal volume La catastròfa di Paolo Di Stefano (Sellerio): «Insomma, mio padre muore lì a 1035 metri sottoterra e quindici giorni prima nasco io al paese. Mia madre a un certo punto riceve un milione con cui si è fatta la casa, poi gli hanno richiesto indietro il milione e gli hanno pure pignorato la casa. C’è una lettera del Ministero del Lavoro del 17 dicembre 1956 dove mi dicono che mi donavano un milione come orfano. Ma potevo ritirarlo solo alla maggiore età: così se prima ci prendevo una casa come aveva fatto mia madre, nel ’77 ho potuto comprà niente più che una macchina e ho preso una Dyane 6». Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

 

DISACCORDI, Antologia di poesia russa del ‘900, a cura di Massimo Maurizio, Stilo (Bari 2016)

Segnaliamo sempre con gratitudine operazioni importanti come quella rappresentata da Le Ciliegie, collana di antologie poetiche diretta da Daniele Maria Pegorari per l’editore Stilo. Negli ultimi mesi sono stati prodotti volumi preziosi sia per la veste grafica che per l’accuratezza dello sguardo e l’approfondimento delle materie e dei panorami affrontati. In particolare qui segnaliamo il volume disAccordi, antologia curata da Massimo Maurizio che presenta e traduce testi spesso inediti di poeti rappresentativi dell’odierno panorama poetico russo. Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

 

IL FIORE DELLA POESIA ITALIANA, a cura di Mauro Ferrari, Vincenzo Guarracino, Emanuele Spano, puntoacapo (Pasturana 2016)

Antologia in due tomi, l’opera si presenta non priva di fascino, ma con alcuni difetti connaturati alla natura stessa dell’operazione: riassumere il meglio della nostra poesia a partire non dagli autori, dalle scuole o dalle sigle, ma dalle opere che più hanno colpito i curatori, senza però venir meno all’esigenza di completezza filologica del paesaggio letterario che si vuol descrivere. Inoltre per ogni autore scelto ci si è imposto di utilizzare un solo testo rappresentativo, con una nota introduttiva e una biografia minima. È ovvio che, con tali premesse, qualcosa sfugga o venga meno al disegno generale. Gli stessi curatori, come ammettono in premessa, sono consci del pericolo. In tale scelta va notata una quasi totale assenza di poeti dialettali. È vero che il dialetto pertiene ad altri canali linguistici, ma è anche vero che alcuni autori sono imprescindibili nel panorama italiano e forse un piccolo spazio, più di altri inseriti, lo meritavano. Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

 

Rossana Bucci, Oronzo Liuzzi, DNA, Eureka (Corato 2015)

Eureka edizioni fa capo all’omonima associazione culturale di Corato, ed è curata da Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi, entrambi dediti all’arte e alla poesia. La collana CentodAutore, in particolare, si basa sull’idea di realizzare di ogni libro proposto una tiratura limitata in cento copie, firmate, numerate e caratterizzate da copertine originali realizzate a mano dai due autori. I libricini, pertanto, relativamente smilzi ma di grande impatto visivo, hanno la caratura di oggetti d’arte da collezione. Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

 

Giancarlo Baroni, LE ANIME DI MARCO POLO, Book (Ferrarese 2015)

Opera tutta dedicata al viaggio questa di Baroni, o meglio ancora a quella particolare dimensione fantastica del viaggio, trasfigurato dal bagaglio di fascinazioni ereditate dalle opere che in genere si leggevano da ragazzi, e che così palesemente ne influenza il tono a metà fra racconto d’avventura e biografia, con punte altissime di volo: «che varietà di uccelli/ otarde beccaccini falchi falchetti/ aironi bianchi e grigi, pernici/ galline faraone cicogne pellicani/ cuculi chiurli anatre/ il gipeto barbuto il serpentario/ l’avvoltoio – più di due metri di apertura alare». Altre volte il tono si fa più piano fino a sfiorare la prosa vera e propria con a capo. Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

 

ARGO annuario di poesia 2015, Gwinplaine (Camerano 2015)

Frutto del lavoro editoriale della rivista bolognese «Argo», l’omonimo e assai corposo annuario di poesia 2015 si contraddistingue per l’ampiezza dello sguardo, il continuo dialogo con le altre lingue del Mediterraneo, dialetti compresi, e la qualità degli interventi.

La stessa rivista si era già prodigata, nel 2014, in un primo lavoro di ricerca intorno ai dialetti del nostro Paese, intitolato L’Italia a pezzi. Il titolo resta e indirizza la terza parte dell’annuario 2015, che prosegue la ricognizione con una serie di interviste e recensioni a tema. Tutto il volume, significativamente intitolato Poesia del nostro tempo, è un tentativo di allargare la prospettiva verso le lingue minoritarie dell’area meridionale e mediorientale europea: si susseguono così, nella prima parte, Vicini alla realtà, interventi di grande respiro sulla poesia non solo italiana ma anche greca, turca, israeliana, maltese, irachena e nigeriana. Una seconda parte infine, Argolab, è dedicata alle nuove sperimentazioni poetiche e performative con una particolare attenzione ai nuovi linguaggi poetico-musicali, dal rap al poetry slam, e al controverso rapporto dei poeti con gli ambienti culturali che contestualizzano la loro produzione, anche attraverso il lavoro critico o di traduzione: «mi chiedevo se esistesse qualcosa d’intraducibile… da qualche parte anni fa avevo letto che tutto ciò che non esiste è intraducibile… o parole come Pallaksch venute alla bocca di Hölderlin… parole che si traducono in silenzio, che ci spingono altrove, senza saperlo e senza volerlo. L’intraducibilità è quello che resta di non detto nel passaggio di una lingua all’altra. Ogni parola protegge una parte di sé intraducibile. La parola inespugnata […] la verità che condividono solo il poeta e il traduttore in silenzio…» (dall’intervento di Domenico Brancale Tradurre una distanza). Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

Franco Sepe, LA CORNETTA DEL POSTIGLIONE, Plumelia (Bagheria 2014)

Rafael Ángel Herra, SCRIVO PERCHÉ TU ESISTA, traduzione Franco Sepe, Plumelia (Bagheria 2011)

Di sapore fortemente caproniano, a partire dall’epigrafe della raccolta, meglio ancora pregno delle identiche atmosfere dell’ultimo Caproni, in particolar modo quello de Il franco cacciatore o Il Conte di Kevenhüller è questa piccola ed elegante raccolta di Franco Sepe, dal sapore notturno e surreale, in cui in una atmosfera rarefatta, perennemente nebbiosa, si muove la figura ormai canuta, «da santo», di un postiglione, termine arcaico che sta per postino, che annuncia la sua venuta attraverso il suono di una cornetta, prima di consegnare ai loro destinatari le missive in cui si condensano le storie, e dunque le vite, affidategli e di cui è involontariamente accorato testimone e, per certi versi, traghettatore: «Tra le ombre della brughiera/ la mente andava alle barbe folte/ di tinta forte –/ a prima che incenerissero,/ a quando saranno neve.» Si muove così, in questo paesaggio pre-infernale, indistinto fra passato e presente, in un continuo e frammentario gioco della memoria, questo quasi racconto in versi, dall’andamento anche troppo prosastico, se vogliamo, ma di notevole fascino.  Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

Margherita Rimi, LA CIVILTÀ DEI BAMBINI, Libreria Ticinum (Voghera 2015)

Per quanto ci si provi, è impossibile separare la poesia di Margherita Rimi dalle sue vicende umane. I suoi versi, formalmente ineccepibili, non complessi ma assai nitidi, hanno un’attinenza talmente forte alla realtà da condurre a un’immersione emotiva nel suo mondo. La Rimi, neuropsichiatra infantile schierata in prima linea nella difesa dei bambini soggetti a violenze, utilizza il mezzo della poesia per raccontare l’universo umano con cui giorno per giorno viene a contatto. Umano, ‒ attenzione! ‒ che si fa poesia non come autobiografia, ma come testimonianza esemplare di un incontro, per cui è fondamentale il processo di reinterpretazione artistica: si va cioè, non dalla storia alla poesia, ma dalla poesia alla storia: «È la poesia che ci chiede il nome/ quella che vuole essere una storia// quella che chiede di diventare vera». Ne risulta un’opera complessiva dalla forte carica etica, spinta verso l’infanzia e i suoi soprusi ma di una delicatezza e di un pudore irreprensibili. Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

VIA DEL VENTO EDIZIONI

Umberto Boccioni, LA GRAN MADRE, Via del Vento, Pistoia 2014

Proseguiamo la nostra panoramica delle piccole realtà editoriali di qualità con le edizioni Via del Vento di Pistoia.

La casa editrice, nata nel 1991 per iniziativa Fabrizio Zollo, prende il suo nome da quello antico dell’odierna via Vitoni, strada frequentata nei secoli da artisti e scrittori. Scopo dell’Associazione alla base dell’iniziativa editoriale era proprio quello di rinnovare la tradizione letteraria di quella Via. Le Edizioni Via del Vento hanno una veste elegante, sia nella scelta delle carte che dell’impostazione grafica, e prediligono testi rari o inediti di autori del Novecento, perlopiù legati al mondo della poesia e dell’arte, e suddivisi in tre collane in cui il connubio fra questi due generi è piuttosto forte, complice il curriculum pittorico di Zollo. Le collane proposte sono «Ocra gialla», «Acquamarina» e «I quaderni di via del Vento». Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

L’AREA DI BROCA E GAZEBO EDIZIONI

 

 

Mariella Bettarini, classe 1942, è da circa quarant’anni, cioè da tutta la vita, un’instancabile e tenace animatrice culturale del nostro Paese. Questo non solo attraverso la propria produzione poetica ma anche con la creazione e direzione di una rivista, Salvo imprevisti, fondata nel 1973, e significativamente sottotitolata «quadrimestrale di poesia e altro materiale di lotta» che ben identifica il senso del suo lavoro. Nel 1993 Salvo imprevisti modifica in parte la propria forma ma non l’essenza, e diventa L’area di Broca, «semestrale di letteratura e conoscenza», il cui nome deriva dall’area del cervello preposta all’elaborazione e comprensione del linguaggio. Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

Massimo Giannotta, PROTOCOLLI DI AUTODIFESA, Empirìa (Roma 2014)

 

«Riflettendo sulle vicende di alcuni personaggi si esaminano ipotesi di autodifesa per la sopravvivenza in questi tempi barbarici e bui.» È lo stesso Giannotta, nell’indice ragionato della sua raccolta, a descriverne perfettamente il senso e la struttura. Ed è proprio la struttura originalissima a offrire i motivi di maggiore interesse dell’opera, tanto ferrea quanto aperta a varie interpretazioni, deviazioni e vie di fuga per l’immaginazione, strutturata come se fosse un lungo viaggio verso l’Oriente, con tanto di mappa disegnata che rievoca, nelle sue possibilità extratestuali – interpretabili dunque su più piani di lettura: esperienziale, metaforico, letterario, con citazioni che vanno da Camus a Melville – l’avventurosa ricerca per terre sconosciute. Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

Giuseppe Samperi, DIALETTUTUTTU, Edizioni Cofine, Roma 2014

 

Dialettututtu è l’opera riuscita del poeta catanese Giuseppe Samperi, con la quale si è aggiudicato la il premio Città di Ischitella-Pietro Giannone 2014 per la poesia dialettale.

A dispetto del titolo a suo modo giocoso, la raccolta ha in sé una forte carica drammatica, centellinata in versi dedicati alla figlia, che si intuisce ancora bambina: «Nô sacciu su cci a fazzu/ a purtariti a n’autra banna/ o m’aju a sentiri diri/ cchi sbintura stu paisi,/ pirchi ‘n ti nni jisti, pa’/ mi cunnannnasti…». [Non so se ce la faccio/ a portarti in un altro posto/ o debbo sentirmi dire/ che sventura questo paese,/ perché non te ne sei andato, pà/ mi hai condannato…]. Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

GATTOMERLINO EDIZIONI E FONDAZIONE BRODSKIJ

 

Le edizioni Gattomerlino sono già da alcuni anni una bella realtà. Casa editrice “di nicchia” fondata a Roma nel 2010 e tesa alla scoperta e promozione di giovani autori del panorama italiano e internazionale, con un occhio particolare all’Europa dell’est. Questo interessamento si è concretizzato l’estate scorsa nell’adesione al progetto di pubblicazione in Italia dei poeti della Fondazione Brodskij: infatti, attraverso l’istituzione di un canale privilegiato, la Gattomerlino pubblicherà nelle sue collane buona parte dei borsisti della Fondazione, traducendoli per la prima volta in italiano, in un prolifico scambio culturale già auspicato dal poeta Brodskij nei suoi ultimi mesi di vita.

A conferma di tale impegno e dell’attenzione della fondatrice Piera Mattei verso i nuovi esponenti della poesia europea, segnaliamo qui tre libri editi dalla Gattomerlino. Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

Marco Amendolara, IL CORPO E L’ORTO, La Vita Felice, Milano 2014

Non si può che definire splendida quest’ultima raccolta di Marco Amendolara, pubblicata postuma ma ordinata nella sua sequenza dallo stesso autore poco prima della morte. Ed è difficile, infatti, non ravvisare o perlomeno separare il senso ultimo dell’opera dalla vicenda umana e autobiografica del poeta campano. L’opera, ovviamente, nella sua sfaccettatura offre molti più appigli e significati nascosti di quanti se ne possano semplificare qui, eppure il tema cardine, di chiare influenze classiche, riguarda la dolorosa presa di coscienza del passaggio dalla gioventù alla maturità – il libro è stato scritto intorno ai quarant’anni dell’autore –, l’avvertire come questo passaggio porti il corpo, irreversibilmente, alla corruzione, lo conduca all’inevitabile fine, e come ne consegua l’ossessiva ricerca di una possibile estrema soluzione, che il poeta ci offre in un’immaginifica, cruenta e a tratti morbosa metamorfosi. Leggi il seguito di questo post »


«incroci» – semestrale di letteratura e altre scritture

direzione: Lino Angiuli •  Daniele Maria Pegorari • Raffaele Nigro

Acquisto e Abbonamento

Una copia: euro 10,00
Abbonamento annuale: euro 18

Modalità di acquisto:
– vedi sito dell’editore (http://www.addaeditore.it/)

il nuovo numero di incroci

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