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Archive for the ‘poesia’ Category

 

Francesca Amendola (a cura di), UNA VITA IN VERSI. TRENTASETTE VOLTE ANNA SANTOLIQUIDO

LB, Bari 2018.

 

di Rita Gallo

Uscito in occasione del settantesimo compleanno di Anna Santoliquido, questo volume rappresenta un tributo a un’esperienza poetica ormai ineludibile, quando si parla di letteratura meridionale, italiana e addirittura internazionale. La curatrice Francesca Amendola, che aveva già dedicato alla poetessa una bella monografia, Anima Mundi (2017), ci ricorda nella sua introduzione il lungo percorso dalle poesie di ambientazione lucana a quelle di afflato civile, fino al pluridecennale impegno nel Movimento Internazionale “Donne e Poesia”, senza disdegnare la scrittura teatrale e in prosa. Il libro si presenta come una successione di interventi e testimonianze di autori che hanno conosciuto, artisticamente e umanamente la scrittrice e che possono così offrire un ampio spettro delle sfaccettature che compongono la sua opera. Ne emerge la storia di una poetessa cresciuta in un paesino, Forenza, nel cuore del territorio che ha incantato Levi e che rivive nelle sue raccolte, a partire da I figli della terra (1981), dove a prendere voce non sono solo i ricordi dell’autrice, ma un intero Sud, troppo a lungo assente dal panorama letterario nazionale. Leggi il seguito di questo post »

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LUCIA MONTAURO, Poesie (1988-2018)

a cura di Sandro Gros-Pietro e Giorgio Seropian, introduzione di Giancarlo Pontiggia

Torino, Genesi Ed., 2018

 

di Paolo Leoncini

Libro davvero eccezionale, importante, questo volume che comprende tutti i testi editi ed inediti della poetessa messinese Lucia Montauro, vissuta a lungo a Milano, dove è mancata nel dicembre 2017: dedica alla sua terra e al suo mare Diario peloritano, una delle ultime raccolte (2016), preceduta da I miei sette mari (2016) e seguita da Mediterraneo cangiante perlage (2017): costituiscono il nucleo originario dell’isola e del mare, presente in questi testi del periodo ultimo, nell’affinamento di uno scandaglio interiore, durato tutta un’esistenza; e maturato in accordo con la consapevolezza sapienziale nei confronti del mondo, con la «saggia accettazione del velo di Maya», come scrive Maria Luisa Spaziani (p. 606); e che Pontiggia riformula come l’«affiorare» di «segni di una vita profonda, sepolta in noi o sotto il velame delle cose» (p. 9). Leggi il seguito di questo post »

Michele Damiani, MELOGRANI

Quorum, Bari 2017

 

 

 

 

di Chiara Cannito

Un presidio. Un presidio salutare gratuito contro l’imbarbarimento dei costumi, a difesa di quella bellezza offesa e tradita. Questo è Michele Damiani. Un ‘randagio’ come lui stesso ama definirsi. Un uomo d’altri tempi, «È vero?», mi verrebbe da dirgli, ridendo, ironizzando su un suo intercalare tanto charmant.

La verità. La verità che si fa poesia. La verità che si fa pittura. Quella sua poesia scritta con il tratto di un bambino. Le sue radici: l’infanzia, la madre, gli amici ‘d’arte’, variatio di ‘d’arme’, dove le armi erano i pennelli e i campi di battaglia le tavolozze. E quella sua pittura che materializza la fluorescenza.

Le sue ali: le farfalle, stilemi geometrici che conquistano lo spazio, ridisegnandolo; i volti dei giullari, antidoti di autenticità contro la follia del mondo; i velieri, paradigma del viaggio terreno e metafisico, argenteo e dorato; i melograni, cerniere antiche tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Leggi il seguito di questo post »

di Daniele Maria Pegorari

Questa non è una recensione. Non può esserlo, perché sarei in ritardo di ventiquattro anni: un po’ troppi anche per un critico che possa credibilmente dirsi indaffarato. Il punto è che di questo libro dell’ottimo Fabio Franzin, In canti d’aria (e rapide dimenticanze) (Kellermann, Vittorio Veneto 1995) proprio non sapevo nulla. Non ne ho mai saputo nulla, pur essendo Fabio un mio grande amico e avendo molti altri suoi libri.

Devo immaginare che sia il suo libro d’esordio (il poeta aveva allora 32 anni), visto che nella notizia biobibliografica di questo volumetto non si fa riferimento ad altro, se non alle rassegne a cui aveva partecipato, alle segnalazioni già ricevute e al fatto che alcune sue poesie erano in corso di stampa, su due buone riviste del tempo. In nessuna aletta o quarta di copertina se ne parla e non è improbabile che a questo libro io non ci sarei arrivato mai, se non me lo avesse mostrato la più brava libraia di poesia che io conosca (Serena, a Bari, è già quasi un’istituzione). Come d’abitudine, lei stava leggendo questo vecchio libro, prima di porlo in vendita, perché vuole sempre farsi un’idea precisa dei ‘suoi’ libri e dei ‘suoi’ autori, per poterne parlare ai clienti che, prima di tutto, sono – per lei – persone ‘bisognose’ di letture. Se Serena vendesse abbigliamento, vorrebbe indossare prima tutti gli abiti, e le starebbero tutti bene. Sembra un corteggiamento, ma non lo è: lei è stata una delle mie prime allieve, e credo di potermi permettere un complimento. Leggi il seguito di questo post »

Emmanuele Francesco Maria Emanuele, PIETRE E VENTO

Pagine, Roma 2017

 

 

 

di Achille Chillà

Pietre e vento, titolo della raccolta poetica di Emmanuele Francesco Maria Emanuele, è una diade oppositiva che rappresenta regioni e ragioni dell’anima, forze in urto fra loro, stagioni della vita stessa: il vento, racchiude la metafora del moto, dell’elemento cinetico e vitale, che ingravida il mondo in viaggio perenne; al contrario, le pietre simboleggiano la stasi, il depositarsi della materia lungo il tragitto ultra-millenario della Terra ma anche, in riferimento all’esperienza umana, il solido approdo dell’uomo alla maschera sociale più adatta alla sopravvivenza. Leggi il seguito di questo post »

Maria Grazia Palazzo, Andromeda

Quaderni del Bardo edizioni, Sannicola (LE) 2018.

 

 

 

 

di Carmine Tedeschi

La classicità continua a funzionare da inesauribile matrice di narrazioni, donandoci figure mitiche che consentono in ogni tempo di traguardare la Storia con occhi sempre nuovi. L’Andromeda del titolo è il prototipo della vittima innocente. Vittima due volte: prima della scriteriata madre che si vanta di essere più bella delle Nereidi, ninfe di Poseidone; poi vittima del padre che, per conservare il regno, obbedisce al dio istigato dalle ninfe e la espone ignuda sugli scogli in balia di un mostro marino. Lì la scorge Perseo, di ritorno dalla vittoria su Medusa, ne resta incantato e la libera, a patto però di poterne fare sua sposa. Come dire, un trofeo fra gli altri.  Leggi il seguito di questo post »

Bicicletta

viaggio in versi di Giuseppe Quaranta

con un biglietto d’accompagnamento di Lino Angiuli

 

L’autore di questo speciale tour, pugliese di Valenzano (Ba), è un giovane (classe 1983) ancora estraneo alle pubblicazioni cartacee, discretamente presente su qualche blog pur essendo da tempo devoto frequentatore della scrittura poetica. Comunque sia, la sua proposta risulta essere abbastanza fresca e “fischiettante” rispetto al “comune senso” della poesia oggi circolante in Italia grazie allo sforzo di creare un ponte corporeo tra il fuori e il dentro dello sguardo.

 

 

I SENSI DEL MARE

 

Guardare il mare è lasciare la terra.

L’odore marino

mi inebria come l’arrosto

del primativo in una cisterna.

Una pianta piena di auree azzurre

sbocca dall’onda.

Mi sbatte sui piedi

a martello di fabbro

su metallo

e poi si richiude

più svelto del deserto.

Il suo movimento è uguale

al neonato dopo il taglio

del cordone; una spinta infinita.

Un brusio di sangue che scappa

tra le mani della scienza,

qualcuno da non si sa dove scalcia

e ci pedala.

Capisco che uno va in viaggio,

ramingo per la terra;

tu non puoi andare verso il mare

ma il mare è uno zingarello

che conosce e fa mosse in tempo.

 

(Monopoli – Porto Rosso)

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«incroci» – semestrale di letteratura e altre scritture

direzione: Lino Angiuli •  Daniele Maria Pegorari • Raffaele Nigro

Acquisto e Abbonamento

Una copia: euro 10,00
Abbonamento annuale: euro 18

Modalità di acquisto:
– vedi sito dell’editore (http://www.addaeditore.it/)

il nuovo numero di incroci

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