incroci on line

Archive for the ‘riflessioni’ Category

 

 

La letteratura oltre il Nobel

di Salvatore Ritrovato

Non so quanto valga la pena sollevare polemiche sull’assegnazione del Nobel a Dylan. In fondo, Dylan è anche poeta in senso tecnico, cioè ha scritto poesie e prose che si possono leggere senza imbracciare la chitarra elettrica. La sua produzione è stata più volte edita in Italia, sin dagli anni Settanta, ed è stata di recente sistemata da Alessandro Carrera per Feltrinelli, con il titolo Lyrics; un titolo ammiccante, poiché riporta il lettore colto alle origini della tradizione poetica occidentale, cioè a quella ‘lirica’ greca arcaica che ebbe una diffusione orale e cantata, prima che scritta, ma che sarebbe piaciuto anche a Giosue Carducci che tenne a battesimo la giovane e intraprendente Annie Vivanti suggerendo il titolo della sua prima raccolta di versi, Lirica. Non sono un esperto di Dylan, e non saprei dire se il giovane Allen Zimmerman, che a inizio carriera si ribattezza Dylan in memoria di Dylan Thomas, consolidi la sua vocazione proprio al Greenwich Village, il quartiere universitario frequentato dai poeti della beat generation. Senza dubbio li avrà conosciuti e letti come tanti altri giovani di quegli anni, e con alcuni di essi intratterrà rapporti di collaborazione artistica (per esempio con Allen Ginsberg). Leggi il seguito di questo post »

 

 

 

Il Premio Nobel a Dylan: la letteratura accoglie la canzone d’autore

di Sara Notaristefano 

Dalla curatrice di “Note di poesia. Canzoni d’autore in lingua italiana, inglese e francese”, antologia di testi per canzone edita da Stilo, una riflessione sull’assegnazione del Premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan.

 

“Se Bob Dylan può vincere il premio Nobel per la Letteratura, Stephen King deve entrare a far parte della Rock and Roll Hall of Fame” (J. Pinter); “E’ come se dessero un Grammy Awards a Javier Marias perché c’è una bella musicalità nella sua narrativa” (A. Baricco). Queste sono solo due delle reazioni velenose scatenate dall’assegnazione del premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan. La prima citazione proposta non è degna di essere commentata, perché Pinter avrebbe dovuto tirare in ballo uno scrittore la cui produzione abbia qualcosa di lontanamente musicale, come, più correttamente, si è preoccupato di fare Baricco, la cui osservazione, però, lascia intendere che un testo, anche se pregevole, solo perché scritto per un accompagnamento musicale, non sia letterario. Numerose persone, poi, convinte che la letteratura comprenda solo romanzi, poesie e tutt’al più racconti, hanno scritto su Facebook, in perfetto stile “Chissà-dove-andremo-a-finire”, che, di questo passo, saranno insigniti del Premio Nobel per la letteratura anche gli autori di alcune acclamate serie TV! Leggi il seguito di questo post »

libri2L’ipertrofia editoriale della poesia

 

di Daniele Giancane

Credo che sia il caso – finalmente – di riflettere criticamente sul ruolo della poesia in Puglia, sulla sua ‘visibilità’, sulle sue prospettive. Occorre anzitutto ribadire un elemento fondamentale, che purtroppo sfugge ai giovani poeti (e sul quale sorvolano molti poeti ‘anziani’): il proliferare di readings, incontri, festival, presentazioni di libri di poesia – ormai in ogni luogo della nostra regione, non significa per nulla un aumento della lettura nella nostra Puglia, che purtroppo resta agli ultimi posti in Italia. Conferma che si scrive molto, si legge poco.

Tutti ormai scrivono (magari su Facebook), postano poesie e racconti, senza leggere nulla; mi capita sovente di incontrarmi con giovani che mi danno a leggere il loro lavoro, ma quando chiedo loro cosa hanno letto della poesia del Novecento, almeno la più nota e ovvia – da Masters a Lorca – non sanno cosa rispondere. Si scrive e non si legge. Ma sta montando un’altra illusione, alimentata da editori senza scrupoli (in Puglia ce ne sono diversi): che, una volta stampato un libro (a spese dell’‘autore’ o di cui, comunque, l’‘autore’ è costretto a comprarsi molte copie, almeno per distribuirlo a parenti e amici, il che è uguale, se non peggio), pensano che fare promozione del testo significhi presentarlo in qualche vociante serata di piazza o in qualche pub o in qualche libreria, incontri a cui si presentano esclusivamente amici e parenti del cosiddetto ‘autore’). Leggi il seguito di questo post »

LA  NEVE  A  ZURIGO   

Ricordo di Giorgio Messori a dieci anni dalla morte

 

 

di Alida Airaghi

 

Nel volume di Giorgio Messori Storie invisibili c’è un racconto intitolato La neve a Zurigo. E’ il primo che ho letto, con commozione particolare, perché io ho conosciuto Giorgio proprio a Zurigo, e dopo di allora ci siamo persi di vista. Insegnavo italiano per il Consolato dal 1978, lì vivevo con mio marito Siro Angeli e con le nostre due bambine. Il lavoro che svolgevo non era gratificante, ma era molto ben retribuito, e mi dava la possibilità di vivere con relativa tranquillità la mia non facile situazione familiare in una città bella, efficiente, ricca. Leggi il seguito di questo post »

medi(t)ando2Crociate moderne e oscurantismo antico

 

 

 

 

 

di Sara Ricci

 

Non c’è niente da fare. La maledizione del lunedì si abbatte su di me ogni settimana, disseminando la mia esistenza di indizi talvolta microscopici uniti a prove tangibili della sua potenza. Stamattina la sveglia, anziché suonare come di consueto alle 6, ha deciso di trillare imperiosamente alle 4.22, interrompendo il mio sonno inquieto a mala pena dopo due misere ore; il risveglio improvviso mi ha letteralmente catapultata giù dal letto, consentendomi di testare la solidità del parquet con l’ampia superficie della mia fronte, attualmente non priva di sinuosi rilievi collinari e bitorzoli da impatto. Sono scesa in cucina per annegare la mia disperazione in una intera caffettiera napoletana, piacere lento e meditativo che mi concedo per invertire la tendenza disastrosa di giornate come questa.

Ed è in quel momento che ho commesso l’errore. Sarà stato il fastidio del pigiama che pizzicava come una cotta di maglia, la testa pesante come fosse incorniciata da un grande elmo, il cucchiaio brandito a mo’ di daga ma ho avuto sentore di medioevo sin dal primo sorso di caffè. E accendendo il pc per la mia quotidiana rassegnata rassegna stampa mi sono imbattuta in un resoconto delle recenti manifestazioni di piazza che hanno visto sfilare da una parte gli strenui difensori della tradizionale sacra famiglia eterosessuale (possibilmente santificata in chiesa perché il matrimonio civile è una presa per i fondelli oltre che un insulto a Dio), dall’altra orde colorate di pervertiti di ogni sorta inneggianti a improponibili idee di uguaglianza e anacronistica parità di diritti tra esseri umani. Crociate moderne, secondo la definizione ricorrente, che attinge a un lessico e a un immaginario oscurantista da apocalisse imminente unita ad estinzione della specie a causa della dilagante peste omosessuale. Leggi il seguito di questo post »

 

levi1Lo spazio bianco di Primo Levi

 

  

di Sara Ricci

Che suono ha il silenzio? Me lo domando sfogliando lentamente questo libro consunto, le cui pagine si tengono insieme grazie a un filo di cotone sottile che resiste ostinato alle angherie del tempo, mentre la carta, ingiallita e sfatta, reca tracce del passaggio delle nostre mani. Prima edizione, 1947. Ricordo di averlo letto a dodici anni, in una estate afosa e interminabile trascorsa al mare, alternando nuotate e compiti per le vacanze, solfeggi parlati e cantati e risoluzioni di accordi. Ricordo l’odore di quelle pagine, sopravvissute a numerosi traslochi e all’aria salmastra che le aveva rese umide e grevi, come la terra di un cimitero. Seguivo le macchie di muffa disegnando nella mente figure senza senso. E leggevo cose incomprensibili. Scritte con parole nude, spoglie, prive di orpelli. Soppesate al milligrammo, con una bilancia di precisione, stilistica e morale, che impedisse l’esubero, il superfluo, il sentimentale.  Leggi il seguito di questo post »

 

Lettera aperta per “Margherite ad Auschwitz”

  

di Daniela Bisagno

Genova, 27 gennaio 2016

«Dalla cenere nasce il germoglio dell’ardore»
Nelly Sachs, Lettere dalla notte

Cara Valeria Traversi,

ho terminato il mio viaggio attraverso le poesie sulla Shoah, raccolte (mi verrebbe da dire, fiorite, se non fosse una metafora un po’ troppo scontata) nel suo libro, e vorrei provarmi a dirle qualcosa dei pensieri, delle impressioni, che la lettura di questa antologia mi ha suscitati, evitando, per quanto mi sarà possibile, di suonare corde a vuoto, di restare intrappolata in mezzo ai binari di una retorica… blasfema. Una via che lei del resto provvede subito a sbarrare, già sin dal titolo, che accostando due inavvicinabili (la bellezza e l’orrore, la speranza e quel nome, ormai diventato sinonimo di un lutto per il quale ogni fuga nella consolazione risulta vietata) ci invita a guardare non solo al di là della cenere, come diremmo parafrasando Nelly Sachs, ma nella cenere. Quel quasi-nulla che, investito dal soffio primaverile della metamorfosi, fiorisce come un germoglio (Trieb): diviene parlante. «Nei pressi del campo riemergono continuamente i frammenti di ossa, ultime vestigia dei corpi carbonizzati… ossa e margherite dal Lager!», lei scrive nell’Introduzione. Anche queste parole mi hanno ricondotto a Nelly Sachs, segnatamente a un brano delle sue Lettere dalla notte, in cui, accennando agli scavi archeologici iniziati dopo la distruzione di Gerico, l’autrice si domandava quale ardore stesse nascendo lì, fra i cocci d’argilla della città bombardata. Forse la poesia, le parole sorte dalla cenere sono le mandorle in cui si distilla questo ardore, come nelle reliquie dei santi opera, silenziosa, una scintilla della santità (qadosh). Leggi il seguito di questo post »


«incroci» - semestrale di letteratura e altre scritture

direzione: Lino Angiuli • Raffaele Nigro • Daniele Maria Pegorari.

Acquisto e Abbonamento

Una copia: euro 10,00
Abbonamento annuale: euro 18

Modalità di acquisto:
- dal sito dell'editore (http://www.addaeditore.it/)
- versamento sul c.c. postale n. 10286706
intestato a: Adda Editore, via Tanzi, 59 - 70121 Bari

il nuovo numero di incroci

eventi: Dante, l’immaginario

disclaimer

Il blog ‘incroci on line’ non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità: per questo non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità degli articoli è dei rispettivi autori, che ne rispondono interamente.

Alcune immagini pubblicate nel blog sono tratte dal Web: qualora qualcuna di esse fosse protetta da diritto d’autore, vi preghiamo di comunicarcelo tramite l’indirizzo incrocionline@libero.it, provvederemo alla loro rimozione.

Al lettore che voglia inserire un commento ad un post è richiesto di identificarsi mediante nome e cognome; non sono ammessi nickname, iniziali, false generalità.
Commenti offensivi, lesivi della persona o facenti uso di argomenti ad hominem non verranno pubblicati.
In ogni caso ‘incroci on line’ non è responsabile per quanto scritto dai lettori nei commenti ai post.