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Posts Tagged ‘Achille Chillà

Paolo Gera, L’ora prima

Rossopietra 2016

 

di Achille Chillà

Allo sguardo poetico sulla società contemporanea non sfugge un senso di horror vacui per l’ora presente, per gli intangibili veleni inoculati in forme nuove e micidiali nei tessuti indeboliti del corpo sociale. Paolo Gera nel suo L’ora prima (Edizioni Rossopietra) inforca gli occhiali del mito classico, prima di addentrarsi in una riscrittura deformante e riformante di dei ed eroi. Le categorie interpretative delle favole antiche applicate al nunc si contraggono in smorfie ora dolorose ora grottesche, per farsi tragiche, orrende e persino ciniche; lungo la scala delle dolenti note delle contraddizioni sociali ed intime dell’Homo non più Sapiens.
La lingua della raccolta sciacqua i panni in internet, accogliendo in sé la prepotenza dei termini più presenti nel gergo comune nella Rete e sui mezzi di comunicazione di massa. A patto, però, che, varcato il confine poetico, le stesse parole denuncino con la propria scabra nudità il sistema disumanizzante che le ha generate. I versi avvolgono di nuovo nitore le sillabe migranti: ‹‹ci siamo avvicinati nel fast freeze / in sacchetti di parole costrette›› (p. 8), ‹‹I like Licaone / che cucinasti carne di bambino / per smascherare un dio›› (p. 22), ‹‹e avrò un account tra i followers di Ade / un selfie con Narciso›› (p. 44).

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Antonio Parisi, Canzoniere fondano

di Achille Chillà

Quando la poesia si costruisce come cassa armonica d’inchiostro delle voci di una comunità, il suo autore sottrae alle angustie della quotidianità circostanze, visioni della vita e sentimenti di luoghi e persone, altrimenti votati all’oblio. Affondando le proprie radici espressive nella lingua della città di Fondi, in provincia di Latina, Il Canzoniere fondano di Antonio Parisi, per Herald Editore, costituisce un corpus poetico significativamente pregno delle molteplici narrazioni del sentire comune di voci anonime ma democraticamente accolte nell’agorà del verso. Come avverte nell’introduzione alla lettura Antonio Lamante, per stile, struttura e frequente e divertito ricorso al fulmen in clausula, la raccolta si muove sulla solida tradizione tracciata da Cecco Angiolieri, dal Burchiello e dal Berni, poi transitata nei secoli successivi. Leggi il seguito di questo post »

 MARIO RONDI, GRAN VARIETÀ 

Genesis, Castano Primo, 2016

 

 

 

di Achille Chillà

Se la cultura letteraria antica, medievale e moderna attinse all’universo contadino istanze espressive, contesti e valori, l’attuale letteratura quale rapporto può instaurare con la civiltà della campagna, in uno scenario neoliberistico?

Orto e poesia. Un binomio dalle innumerevoli implicazioni; talché Virgilio, nel IV Libro delle Georgiche, non si ritenne adeguato al compito di cantare la cura dei pingui orti e si affrettò a raccogliere le vele della sua navigazione poetica attraverso le pratiche agricole del suo tempo. Pascoli nel saggio Il fanciullino definì per metafora il poeta un ortolano ‹‹(…) che fa nascere e crescere fiori o cavoli››.

Sul solco di questa lunga tradizione si colloca Gran varietà, l’ultima raccolta poetica di Mario Rondi, per Genesi Editrice di Torino. L’autore,che vive a Vertona, in provincia di Bergamo, ha pubblicato numerose raccolte poetiche (alcune delle quali dedicate ad analoghi temi “ortolani”) e sette libri di racconti. Leggi il seguito di questo post »

Ombretta Ciurnelli (a cura di), Dialetto, lingua della poesia

Edizioni Cofine, Roma 2015

 

 

 

di Achille Chillà

 

Ombretta Ciurnelli, curatrice nel 2011 dell’antologia OliveTolive, poesia dell’olio e dell’olivo da Omero ai giorni nostri (Perugia, Fabrizio Fabbri Editore), si è cimentata con un nuovo lavoro antologico significativamente intitolato Dialetto, lingua della poesia, per le Edizioni Cofine di Roma (2015).

Il tono assertivo del titolo si inserisce nella dibattuta ‹‹questione della lingua››, interna alla letteratura italiana e incentrata sullo stereotipo culturale che ritiene la poesia in lingua dialettale un’operazione creativa marginale rispetto alla produzione letteraria in lingua italiana.   

Una cortina di ferro concettuale attraversa anche la critica, divisa tra i sostenitori del primato indiscutibile dell’italiano come unico canale linguistico propriamente letterario ( tra gli altri G. Manacorda, G. Giudici) e coloro che mettono in luce le potenzialità espressive della complessità fenomenologica contemporanea nella poesia neodialettale (come G. Contini, C. Bo). Leggi il seguito di questo post »


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