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Posts Tagged ‘alida airaghi

 rodriguezCLAUDIO RODRÍGUEZ, DONO DELL’EBBREZZA

PASSIGLI, FIRENZE 2015

 

 

 

di Alida Airaghi

 

Claudio Rodríguez (1934-1999) è forse, tra i grandi poeti spagnoli del 900, quello meno conosciuto e letto in Italia. Quindi bene ha fatto l’editore fiorentino Passigli a proporre la sua straordinaria raccolta d’esordio, Don de la ebriedad, pubblicata nel 1953, quando l’autore aveva appena diciannove anni. Salutato dal suo maestro Vicente Aleixandre come «pieno di purezza e umanità. Così sano nell’anima così pieno di cuore», il giovane Rodríguez si impose subito all’attenzione della critica e del pubblico per la sua prepotente ed energica originalità, che si rifaceva a Rimbaud e ai mistici spagnoli piuttosto che ai poeti europei contemporanei. Scarsamente interessato  all’auscultazione del suo io e alla celebrazione autobiografica, il poeta poco più che adolescente esprimeva una forte esigenza etica e spirituale verso l’immersione panica e vertiginosa nella bellezza della natura, verso la nobiltà dell’eros e il dovere testimoniale della poesia.  Leggi il seguito di questo post »

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MICHELE MARI, EURIDICE AVEVA UN CANE 

EINAUDI, TORINO 2015

 

 

 

di Alida Airaghi

 

I diciotto racconti di Michele Mari recentemente riproposti da Einaudi avevano già conosciuto un notevole successo nel 1993, al momento della prima edizione presso Bompiani.

Mari è oggi considerato fra i maggiori scrittori italiani, tra i più originali e inventivi; forse addirittura il più sfrontatamente e polemicamente coraggioso. Il suo linguaggio arcaicizzante -al limite del manierismo-, imbevuto di letterarietà (colto, allusivo, spiazzante), lo situa nella scia di pochi altri grandi scrittori del nostro 900: Gadda, Landolfi, Manganelli. 

Il racconto che dà il titolo al volume (Euridice aveva un cane) è forse l’unico che si dipana in maniera più tradizionale, narrando delle vacanze estive del giovane protagonista nella casa dei nonni al paese di Scalna, e del suo perpetuo e tormentato rapporto con i vicini: chiassosi, spavaldamente ignoranti e lietamente burini, pertanto in soddisfatto connubio con l’ideologia dominante del tempo e dei luoghi. Michele invece, giovane intellettuale solitario e rabbioso, riesce a sopportare solo la frequentazione dell’anziana signora Flora, del suo cane Tabù e della loro vecchia casa (“credo che tranne le lampadine non ci fosse un solo oggetto posteriore alla guerra”). Leggi il seguito di questo post »

DANIELE CAVICCHIA, LA SIGNORA DELL’ACQUA

PASSIGLI, FIRENZE  2011       

 

 

di Alida Airaghi

 

Presso l’editore Passigli, il poeta abruzzese Daniele Cavicchia ha pubblicato il volume “La signora dell’acqua”, che comprende il poemetto omonimo, scandito in sei sezioni, e poesie sparse, composte per lo più nell’arco degli ultimi due anni. “Poemetto sapienziale”, lo definisce nella sua dotta e partecipe prefazione il filosofo Sergio Givone, dedicato “ all’ elemento più inafferrabile: perché l’acqua è fonte, origine, scaturigine”. Leggi il seguito di questo post »

LA  NEVE  A  ZURIGO   

Ricordo di Giorgio Messori a dieci anni dalla morte

 

 

di Alida Airaghi

 

Nel volume di Giorgio Messori Storie invisibili c’è un racconto intitolato La neve a Zurigo. E’ il primo che ho letto, con commozione particolare, perché io ho conosciuto Giorgio proprio a Zurigo, e dopo di allora ci siamo persi di vista. Insegnavo italiano per il Consolato dal 1978, lì vivevo con mio marito Siro Angeli e con le nostre due bambine. Il lavoro che svolgevo non era gratificante, ma era molto ben retribuito, e mi dava la possibilità di vivere con relativa tranquillità la mia non facile situazione familiare in una città bella, efficiente, ricca. Leggi il seguito di questo post »

MICHEL HOUELLEBECQ, CONFIGURAZIONI DELL’ULTIMA RIVA

BOMPIANI, MILANO 2015

 

 

di Alida Airaghi

 

Non avendo mai letto un romanzo di Houellebecq, avendo visto solamente il film tratto dal suo libro Le particelle elementari, e seguito piuttosto distrattamente le polemiche sul suo anti-islamismo, forse non è stata un’ottima idea approcciare la sua produzione letteraria attraverso le poesie appena pubblicate da Bompiani. Perché queste Considerazioni dell’ultima riva mi sono parse piuttosto banali, sia dal punto di vista contenutistico sia formalmente. Leggi il seguito di questo post »

LIONELLO INGLESE, IN UN RAPIDO CAMBIO DELLA GUARDIA

Giuliano Ladolfi Ed., Borgomanero (NO) 2012

 

 

di Alida Airaghi

 

Le sette sezioni che compongono questo libro di versi di Lionello Inglese sono introdotte da un “Prologo sulla corda” in cui l’ autore metaforizza se stesso entro un funambolo in bicicletta sulla corda tesa nel circo, che in equilibrio precario ma audace sfonda il telone a strisce, perdendosi nella notte stellata. E nell’epilogo conclusivo, il poeta traccia una puntuale “Apologia” esplicativa per definire esaustivamente i confini del suo lavoro, lasciando poco spazio interpretativo ad eventuali altre letture critiche: “Un universo popolato da animali, bambini assorti nei giochi, ombre di “auctores” che si affacciano direttamente nel testo poetico o compaiono in epigrafe”, e descrive la sua scrittura immersa in una “sospensione metafisica” animata da “creature marginali”. Leggi il seguito di questo post »

 

 

MARCO VANNINI, Oltre il Cristianesimo

BOMPIANI, MILANO 2013  

 

 

di Alida Airaghi

 

In questo importante saggio Marco Vannini, il più noto e stimato studioso italiano del misticismo e della tradizione spirituale cristiana, torna sui temi che va approfondendo da più di quarant’anni. Il volume, suddiviso in quattro sezioni, si apre con una puntuale e appassionata disamina delle tesi eckhartiane, il cui nucleo fondamentale si può riassumere in poche citazioni: “Nessuno è ricco di Dio, se non è completamente morto a se stesso”; “Vigila su di te, e, non appena trovi te stesso, rinuncia a te stesso; questa è la cosa migliore che tu possa fare”. La rinuncia, quindi, alla propria egoità, all’amor sui (volontà di essere e di avere), quale primo indispensabile passo verso la libertà, interiore ed esteriore, e verso il raggiungimento della gioia, della pace, della beatitudine. “Il perfetto distacco non vuole né questo né quello…lascia essere tutte le cose davanti a sé, senza importunarle”. Leggi il seguito di questo post »


«incroci» - semestrale di letteratura e altre scritture

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