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Posts Tagged ‘Antonio Lillo

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di Antonio Lillo

 

 

DISACCORDI, Antologia di poesia russa del ‘900, a cura di Massimo Maurizio, Stilo (Bari 2016)

Segnaliamo sempre con gratitudine operazioni importanti come quella rappresentata da Le Ciliegie, collana di antologie poetiche diretta da Daniele Maria Pegorari per l’editore Stilo. Negli ultimi mesi sono stati prodotti volumi preziosi sia per la veste grafica che per l’accuratezza dello sguardo e l’approfondimento delle materie e dei panorami affrontati. In particolare qui segnaliamo il volume disAccordi, antologia curata da Massimo Maurizio che presenta e traduce testi spesso inediti di poeti rappresentativi dell’odierno panorama poetico russo. Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

 

IL FIORE DELLA POESIA ITALIANA, a cura di Mauro Ferrari, Vincenzo Guarracino, Emanuele Spano, puntoacapo (Pasturana 2016)

Antologia in due tomi, l’opera si presenta non priva di fascino, ma con alcuni difetti connaturati alla natura stessa dell’operazione: riassumere il meglio della nostra poesia a partire non dagli autori, dalle scuole o dalle sigle, ma dalle opere che più hanno colpito i curatori, senza però venir meno all’esigenza di completezza filologica del paesaggio letterario che si vuol descrivere. Inoltre per ogni autore scelto ci si è imposto di utilizzare un solo testo rappresentativo, con una nota introduttiva e una biografia minima. È ovvio che, con tali premesse, qualcosa sfugga o venga meno al disegno generale. Gli stessi curatori, come ammettono in premessa, sono consci del pericolo. In tale scelta va notata una quasi totale assenza di poeti dialettali. È vero che il dialetto pertiene ad altri canali linguistici, ma è anche vero che alcuni autori sono imprescindibili nel panorama italiano e forse un piccolo spazio, più di altri inseriti, lo meritavano. Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

 

Rossana Bucci, Oronzo Liuzzi, DNA, Eureka (Corato 2015)

Eureka edizioni fa capo all’omonima associazione culturale di Corato, ed è curata da Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi, entrambi dediti all’arte e alla poesia. La collana CentodAutore, in particolare, si basa sull’idea di realizzare di ogni libro proposto una tiratura limitata in cento copie, firmate, numerate e caratterizzate da copertine originali realizzate a mano dai due autori. I libricini, pertanto, relativamente smilzi ma di grande impatto visivo, hanno la caratura di oggetti d’arte da collezione. Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

 

Giancarlo Baroni, LE ANIME DI MARCO POLO, Book (Ferrarese 2015)

Opera tutta dedicata al viaggio questa di Baroni, o meglio ancora a quella particolare dimensione fantastica del viaggio, trasfigurato dal bagaglio di fascinazioni ereditate dalle opere che in genere si leggevano da ragazzi, e che così palesemente ne influenza il tono a metà fra racconto d’avventura e biografia, con punte altissime di volo: «che varietà di uccelli/ otarde beccaccini falchi falchetti/ aironi bianchi e grigi, pernici/ galline faraone cicogne pellicani/ cuculi chiurli anatre/ il gipeto barbuto il serpentario/ l’avvoltoio – più di due metri di apertura alare». Altre volte il tono si fa più piano fino a sfiorare la prosa vera e propria con a capo. Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

 

ARGO annuario di poesia 2015, Gwinplaine (Camerano 2015)

Frutto del lavoro editoriale della rivista bolognese «Argo», l’omonimo e assai corposo annuario di poesia 2015 si contraddistingue per l’ampiezza dello sguardo, il continuo dialogo con le altre lingue del Mediterraneo, dialetti compresi, e la qualità degli interventi.

La stessa rivista si era già prodigata, nel 2014, in un primo lavoro di ricerca intorno ai dialetti del nostro Paese, intitolato L’Italia a pezzi. Il titolo resta e indirizza la terza parte dell’annuario 2015, che prosegue la ricognizione con una serie di interviste e recensioni a tema. Tutto il volume, significativamente intitolato Poesia del nostro tempo, è un tentativo di allargare la prospettiva verso le lingue minoritarie dell’area meridionale e mediorientale europea: si susseguono così, nella prima parte, Vicini alla realtà, interventi di grande respiro sulla poesia non solo italiana ma anche greca, turca, israeliana, maltese, irachena e nigeriana. Una seconda parte infine, Argolab, è dedicata alle nuove sperimentazioni poetiche e performative con una particolare attenzione ai nuovi linguaggi poetico-musicali, dal rap al poetry slam, e al controverso rapporto dei poeti con gli ambienti culturali che contestualizzano la loro produzione, anche attraverso il lavoro critico o di traduzione: «mi chiedevo se esistesse qualcosa d’intraducibile… da qualche parte anni fa avevo letto che tutto ciò che non esiste è intraducibile… o parole come Pallaksch venute alla bocca di Hölderlin… parole che si traducono in silenzio, che ci spingono altrove, senza saperlo e senza volerlo. L’intraducibilità è quello che resta di non detto nel passaggio di una lingua all’altra. Ogni parola protegge una parte di sé intraducibile. La parola inespugnata […] la verità che condividono solo il poeta e il traduttore in silenzio…» (dall’intervento di Domenico Brancale Tradurre una distanza). Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

Franco Sepe, LA CORNETTA DEL POSTIGLIONE, Plumelia (Bagheria 2014)

Rafael Ángel Herra, SCRIVO PERCHÉ TU ESISTA, traduzione Franco Sepe, Plumelia (Bagheria 2011)

Di sapore fortemente caproniano, a partire dall’epigrafe della raccolta, meglio ancora pregno delle identiche atmosfere dell’ultimo Caproni, in particolar modo quello de Il franco cacciatore o Il Conte di Kevenhüller è questa piccola ed elegante raccolta di Franco Sepe, dal sapore notturno e surreale, in cui in una atmosfera rarefatta, perennemente nebbiosa, si muove la figura ormai canuta, «da santo», di un postiglione, termine arcaico che sta per postino, che annuncia la sua venuta attraverso il suono di una cornetta, prima di consegnare ai loro destinatari le missive in cui si condensano le storie, e dunque le vite, affidategli e di cui è involontariamente accorato testimone e, per certi versi, traghettatore: «Tra le ombre della brughiera/ la mente andava alle barbe folte/ di tinta forte –/ a prima che incenerissero,/ a quando saranno neve.» Si muove così, in questo paesaggio pre-infernale, indistinto fra passato e presente, in un continuo e frammentario gioco della memoria, questo quasi racconto in versi, dall’andamento anche troppo prosastico, se vogliamo, ma di notevole fascino.  Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

Margherita Rimi, LA CIVILTÀ DEI BAMBINI, Libreria Ticinum (Voghera 2015)

Per quanto ci si provi, è impossibile separare la poesia di Margherita Rimi dalle sue vicende umane. I suoi versi, formalmente ineccepibili, non complessi ma assai nitidi, hanno un’attinenza talmente forte alla realtà da condurre a un’immersione emotiva nel suo mondo. La Rimi, neuropsichiatra infantile schierata in prima linea nella difesa dei bambini soggetti a violenze, utilizza il mezzo della poesia per raccontare l’universo umano con cui giorno per giorno viene a contatto. Umano, ‒ attenzione! ‒ che si fa poesia non come autobiografia, ma come testimonianza esemplare di un incontro, per cui è fondamentale il processo di reinterpretazione artistica: si va cioè, non dalla storia alla poesia, ma dalla poesia alla storia: «È la poesia che ci chiede il nome/ quella che vuole essere una storia// quella che chiede di diventare vera». Ne risulta un’opera complessiva dalla forte carica etica, spinta verso l’infanzia e i suoi soprusi ma di una delicatezza e di un pudore irreprensibili. Leggi il seguito di questo post »


«incroci» - semestrale di letteratura e altre scritture

direzione: Lino Angiuli • Raffaele Nigro • Daniele Maria Pegorari.

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