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Franco Arminio, Cedi la strada agli alberi 

Chiarelettere, Milano 2017


 

 

 

 

di Franco Sepe

La poesia di Franco Arminio, come del resto anche un po’ tutta la sua produzione prosastica, muove dal concreto. Precisamente dalla terra, dal corpo. Terracarne è infatti il titolo di un suo fortunato volume che presenta al lettore le sue escursioni-riflessioni di viaggiatore minimalista attratto da paesi e villaggi di un Sud che in realtà già conosce bene, luoghi in gran parte divenuti obsoleti dove non è più la miseria a regnare ma la desolazione. Autodefinitosi paesologo, Arminio, nativo dell’Irpinia orientale, ha informato la sua vita e la sua opera a un minuzioso lavoro di ricerca sul campo (“Quando voglio stare bene al mondo / io so dove andare: / devo andare in un paese a parlare / con i vecchi”, p.38), che coincide con la sua missione di cantore di una “Bellissima Italia annidata sull’Appennino” (p.21). Un’Italia che si sta sgretolando sotto i colpi dell’incuria e dell’indifferenza, un’Italia che si sta spopolando (“Certi paesi diventano come quei bar / in cui campeggiano, in polverose bacheche di vetro,/ vecchie merendine: i clienti se ne vanno altrove / e il barista non rinnova la merce”, p.25). Leggi il seguito di questo post »

Aldo Gerbino, Cammei

Postfazione di Vanni Ronsisvalle

Pungitopo, Marina di Patti 2015

 

 

 

di Franco Sepe

 

Aldo Gerbino, poeta e medico/scienziato, studioso di letteratura e critico d’arte, in questa sua raccolta di prose schiude al lettore l’accesso a taluni suoi ricordi intimi, fatti di incontri e conversazioni con letterati e uomini di cultura più o meno noti. E lo fa affondando le mani nel suo bagaglio lirico di poeta di lungo corso, per ridare voce, attraverso il ritratto di questo o quell’artista o scrittore, attraverso un volto, una fisionomia, un tic nervoso, un detto memorabile, a un mondo rimasto sospeso tra i segmenti di un’opera che permane e la <<naturale sostanza biologica>>, per alcuni di essi, ahimè, svaporata per sempre. A quei personaggi da lui conosciuti e amati, Gerbino dedica dieci profili nella forma di brevi scritti <<già apparsi, ora in forma più larvale nella veste di prefazione o in risvolti di copertina, ora in forma di testimonianza o intervento su riviste>>, come l’autore scrive nella Nota. <<Pagine disinteressate e felici>>, scrive Vanni Ronsisvalle nella sua Postfazione al volume, di <<un poeta di orizzonti generosi e frastagliati>>. Non possiamo qui non condividere gli apprezzamenti stilistici circa la <<qualità alta della scrittura>>, circa il <<fulgore prosastico>>, come pure l’intuizione che in questi testi così ben lavorati e limati la <<funzione logica delle parole viene dopo il suono, [l’autore] privilegia la musica>>. Leggi il seguito di questo post »

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di Antonio Lillo

 

Franco Sepe, LA CORNETTA DEL POSTIGLIONE, Plumelia (Bagheria 2014)

Rafael Ángel Herra, SCRIVO PERCHÉ TU ESISTA, traduzione Franco Sepe, Plumelia (Bagheria 2011)

Di sapore fortemente caproniano, a partire dall’epigrafe della raccolta, meglio ancora pregno delle identiche atmosfere dell’ultimo Caproni, in particolar modo quello de Il franco cacciatore o Il Conte di Kevenhüller è questa piccola ed elegante raccolta di Franco Sepe, dal sapore notturno e surreale, in cui in una atmosfera rarefatta, perennemente nebbiosa, si muove la figura ormai canuta, «da santo», di un postiglione, termine arcaico che sta per postino, che annuncia la sua venuta attraverso il suono di una cornetta, prima di consegnare ai loro destinatari le missive in cui si condensano le storie, e dunque le vite, affidategli e di cui è involontariamente accorato testimone e, per certi versi, traghettatore: «Tra le ombre della brughiera/ la mente andava alle barbe folte/ di tinta forte –/ a prima che incenerissero,/ a quando saranno neve.» Si muove così, in questo paesaggio pre-infernale, indistinto fra passato e presente, in un continuo e frammentario gioco della memoria, questo quasi racconto in versi, dall’andamento anche troppo prosastico, se vogliamo, ma di notevole fascino.  Leggi il seguito di questo post »


«incroci» – semestrale di letteratura e altre scritture

direzione: Lino Angiuli •  Daniele Maria Pegorari • Raffaele Nigro

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– vedi sito dell’editore (http://www.addaeditore.it/)

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