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Posts Tagged ‘Marta Lentini

Andrea Vaccaro, mio grande amore
Guida Editori, Napoli, 2015, 371 pp.

 

 

 

 

di Marta Lentini

mio grande amore, romanzo ambientato a Roma, scritto nel 2006, è un’opera autobiografica di Andrea Vaccaro, scrittore e pittore, che qui si fa cantore di un grande amore, che rievoca, nel suo tragico espandersi, fino alla conclusione attesa, ma pur sempre dolorosa. L’Amore è quello di Andrea, professore di liceo, per Maura, conosciuta adolescente tanti anni prima, e vagheggiata nel suo quotidiano per sempre, fino al reincontro di tanti anni dopo, disturbato e intristito dalla scoperta di un percorso tragico di vita che l’aveva portata alla prostituzione e alla droga. Con  un linguaggio diretto e generosamente descrittivo di ogni moto interiore del protagonista, che si lega indissolubilmente a una Idea filosofica dell’esistenza, e a una visione unitaria di un perché delle cose quasi fatale, e con un andamento tra il poetico e il retorico, Vaccaro ricostruisce fedelmente la storia di un amore sognato, pensato, combattuto, che non viene quasi mai realmente agito. Leggi il seguito di questo post »

 Adele Desideri, La figlia della memoria
Moretti & Vitali, Bergamo, 2016, 168 pp

 

 

 

 

di Marta Lentini

In ogni atto mnemonico esiste un bisogno di rimettere insieme frammenti di un dialogo con noi stessi, affinché i fili immaginari di un passato, sentito come labile e doloroso, si annodino in qualche modo al senso del presente e al nostro appartenervi. La figlia della memoria è un libro nel quale l’autrice interroga il passato nell’intento di ricomporre la propria corporeità profanata, per conquistare la coscienza di quel confine attraverso il quale l’ineffabile si riconosce violato dalla percezione di un’altra coscienza. Da questo incontro/scontro di percezioni deriva tutto il futuro: l’io percepisce il porsi del tu come alterità in grado di rispettarlo oppure di annientarlo e violentarlo. Sullo sfondo di una Torino elegante si fa strada, pur se evocato e descritto  attraverso una leggerezza linguistica inscindibile dalle radici toscane dell’autrice, l’affiorare, in un senso di buio sempre più penetrante e invasivo, dell’intuizione, già presente nelle evanescenze memoriche dell’infanzia, di un tentato incesto subito  da parte dello zio Zeno. Il buio è solo alleviato dal profumo delle giornate spensierate vissute a Valvole, in campagna, dove, pur nella leggera allegrezza infantile, si affaccia l’ombra di una inaspettata e drammatica scoperta della verità latente negli umani  destini: la disuguaglianza tra uomo e donna e la prima intimità sono vissute come una crescita amara nella consapevolezza dell’essere.   Leggi il seguito di questo post »

Alessandro Silva, L’adatto vocabolario di ogni specie

Illustrazioni di Gianni Munari

Pietre Vive, Locorotondo, 2016

 

  

di Marta Lentini

Non è, questa, solo una raccolta di poesie, ma anche di frammenti di cronaca impaginati in forma diaristica, dedicati a Taranto, alla moderna e tragica ‘epopea’ vissuta da tanti, legati alla tristemente nota vicenda dell’Ilva.

Per quanto si cerchi di catalogare in un genere letterario il libro di Alessandro Silva, si ha la sensazione di non essere esaustivi riducendo in una definizione letteraria la molteplicità di aggettivi che merita questa originale raccolta di poesie, accompagnate e arricchite da disegni di Giovanni Munari. Si ha l’impressione che qualsiasi classificazione, sia pure in un casellario poetico, finisca per ridurne la forza morale, costringendo entro confini forzati e orizzonti limitati l’intera operazione. Leggi il seguito di questo post »

Rita Pacilio, Prima di andare

La vita felice, Milano 2016, 75 pp.

 

 

 

di Marta Lentini

È un dolce groviglio di sensazioni ciò che suscita la lettura di Prima di Andare, un libro, edito da La vita felice, di Rita Pacilio (poetessa, scrittrice, sociologa beneventana), che intreccia i temi della solitudine, della perdita e del ricordo intorno al nodo centrale dell’assenza.

Il libro alterna poesie a lettere. La “Prima Lettera” è l’espressione di un tentativo di trovare un colloquio mentale con l’amore vissuto durante la giovinezza, attraverso un dialogo in cui un mare, custode dei ricordi, avviluppa e restituisce immagini e scenari tanto sbiaditi, quanto potenti nel risvegliare il dolore. ‹‹Sono io la storia. Sembri lo scialle di mia madre sul collo freddo e bianco, come la barca arrivata sulla riva,sul litorale più vicino agli sciacalli, adesso sei sul mio collo, tra il cervello e le spalle, sei pensiero››. Leggi il seguito di questo post »


«incroci» - semestrale di letteratura e altre scritture

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