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Posts Tagged ‘Sergio D’Amaro

Francesco Granatiero, VARDE.

POESIE IN DIALETTO GARGANICO DI MATTINATA

Aguaplano, Passignano sul Trasimeno 2016

 

 

 

 

di Sergio D’Amaro

Un caso davvero singolare di ricerca in quella lingua etnico-mitica che è il dialetto la offre ormai da molti anni Francesco Granatiero, originario del paese garganico di Mattinata. Succede poi, però, che tale ricerca è resa drammatica dalla dislocazione geografica dell’autore, trasferitosi fin dalla giovane età nell’universo urbano e industriale di Torino, cioè in una realtà quanto più lontana, per natura e cultura, dalla sua provenienza meridionale e contadina. Non si spiegherebbe altrimenti quel suo lessico che sembra inghiottire nei suoi suoni arcaici e misteriosi l’eco di un passato ancestrale, rivelando di quanto sforzo, di quanto sismico scuotimento psicologico deve essere capace l’immaginazione del singolo per resuscitare i fantasmi di un altrove che la coscienza è costretta a nascondere. Leggi il seguito di questo post »

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Antonio Tricomi, CRONACHE LETTERARIE

Galaad, Giulianova (TE) 2017

 

 

 

di Sergio D’Amaro

Un nuovo libro di Antonio Tricomi, docente di Letteratura all’Università di Urbino, è sempre benvenuto per il carattere criticamente provocatorio della sua scrittura, caratterizzata anche da una sintassi che sorprende per le sue stratificazioni argomentative densamente strutturate. Il suo è un tipico esercizio di critica militante, impegnata a collegare i libri analizzati con la vita e con la storia circostanti per cavarne la temperatura culturale dei tempi correnti e per sapere se c’è un futuro migliore per la letteratura (è da dire che Tricomi è anche dedito alla critica cinematografica, altra sensibile cartina al tornasole). Leggi il seguito di questo post »

Stefano Lanuzza, ’900 OUT. SCRITTORI ITALIANI IRREGOLARI

Fermenti, Roma 2017.

 

 

 

 

di Sergio D’Amaro

Come esiste una letteratura coralmente riconosciuta e gratificata, così ne esiste un’altra specie, in Italia, emarginata e innamorata dell’oblio. Destini diversi che decidono quanto un autore pesi sulla bilancia del critico e nel portafoglio dell’editore. È una dimostrazione, anche, di quanto l’abilità nel sapersi adeguare a formule stereotipate (magari suggerite dalle fiorenti scuole di scrittura) e nel cogliere opportunità di successo immediato, legato alle dinamiche di mercato, abbia il suo peso nel farsi amare dalla Fama. Leggi il seguito di questo post »

Giuseppe Pontiggia, DENTRO LA SERA. CONVERSAZIONI SULLO SCRIVERE

Belleville, Milano 2016.

 

 

di Sergio D’Amaro

È noto che Giuseppe Pontiggia possedesse una biblioteca di 35 mila volumi. Era quel che si dice un mostro di erudizione e col tempo era diventato soprattutto un brillante dispensatore di saggezza. I suoi libri più noti, da La grande sera (1989) a Vite di uomini non illustri (1993) a Nati due volte (2000) avevano meritato i premi più importanti (Strega, Campiello, Flaiano), eppure Pontiggia non si era mai allontanato da un’idea di letteratura che rispondesse alla domanda che tanti si pongono di fronte al raggiungimento del successo: qual è il quid incomprensibile di un’opera che permette di guadagnare il favore della critica e del pubblico? Di fronte a un’opera letterariamente alta dobbiamo credere che sia il risultato di una dote naturale o di un’attenta elaborazione testuale? Leggi il seguito di questo post »

Giuseppe Rosato, IL MARE

Di Felice, Martinsicuro (Te) 2016

 

 

 

 

di Sergio D’Amaro

Giuseppe Rosato, in tanti anni di operosa attività poetica (sia in lingua che in dialetto), ci ha abituati al suo passo di esperto viandante esistenziale. Sappiamo che quando smette la sua penna satirica, si fa coinvolgere completamente in un’altra dimensione, fatta di profonde risonanze sentimentali e di acute inchieste memoriali. È successo, poi, che dopo la morte della sua amata consorte, Tonia Giansante, anch’ella scrittrice, Rosato abbia come di più sentito il limite del tempo, ma anche l’invito a sconfinare in un altrove che tende inutilmente a voler assumere una sembianza riconoscibile. Leggi il seguito di questo post »

da incroci 29, sezione ‘schede’ 

Luca MastrantonioINTELLETTUALI DEL PIFFERO.

COME ROMPERE L’INCANTESIMO DEI PROFESSIONISTI DELL’IMPEGNO

Marsilio, Venezia 2013.


di Sergio D’Amaro

 Questo di Mastrantonio è un pamphlet senz’altro brillante, informato fino allo scrupolo documentario, sostenuto da un nobile intento etico. Saltano subito all’occhio i 34 anni dell’autore e la sua già prestigiosa collocazione editoriale (è responsabile de ‘La Lettura’ per il Corriere della Sera), applicata ad un trampolino di eccellenza e di visibilità. In forza anche di questo, Mastrantonio ha scrutato con cognizione di causa e con raro vigore polemico l’orizzonte del dibattito culturale che fa testo in Italia, a far corso dall’inizio dell’epoca berlusconiana. L’arena è stata ed è dominata da personaggi che hanno acquisito autorevolezza grazie alla grancassa assicurata soprattutto dai talk show televisivi, il più grande mezzo di convinzione di massa, ma anche il più rischioso in termini di coerenza e di affidabilità in tempi di acceso, nevrotico trasformismo.

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«incroci» - semestrale di letteratura e altre scritture

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