incroci on line

La rivista

incroci – semestrale di letteratura e altre scritture

 

Direzione

Lino Angiuli, Raffaele Nigro, Daniele Maria Pegorari

Redazione

Gina Cafaro, Esther Celiberti, Milica Marinković, Domenico Mezzina,  Domenico Ribatti, Sara Ricci, Salvatore Ritrovato, Marilena Squicciarini (segretaria), Carmine Tedeschi

Direttore responsabile 

Salvatore Francesco Lattarulo

 

 

web

https://incrocionline.wordpress.com

Contatti

Materiali e corrispondenza possono essere inviati all’indirizzo: incrocionline@libero.it

Si collabora per invito.

 

Acquisto e abbonamento

Abbonamento annuale: euro 18,00

Una copia: euro 10,00 

Modalità di acquisto:
– dal sito dell’editore (http://www.addaeditore.it/)
– versamento sul c.c. postale n. 10286706
intestato a: Adda Editore, via Tanzi, 59 – 70121 Bari

 

 

 

Autorizzazione del Tribunale di Bari n. 2068 del 2012 (n. Reg. Stampa 32)

ISSN 2281-1583

Mario Adda Editore, via Tanzi, 59 – 70121 Bari

Tel. e Fax 080 5539502

web – http://www.addaeditore.it

e-mail – addaeditore@addaeditore.it

 

Nata nel 2000 intorno ad un sodalizio di intellettuali di origine pugliese, «incroci» si propone sin dall’inizio di andare oltre i confini regionali e di avere un respiro nazionale e internazionale, avendo un occhio di riguardo non soltanto verso il nostro meridione di Italia ma verso tutti i Sud del mondo. I suoi antecedenti possono essere riconosciuti nelle riviste «fragile» e «in oltre» (cfr. il documento programmatico di L. Angiuli e R. Nigro, Preliminari per un manifesto dell’arte postrurale o dell’occidentalismo imperfetto, ora compreso in G. Lupo, Il secolo dei manifesti. Programmi delle riviste del Novecento, Aragno, Torino 2006), in cui era chiaramente presente l’intento di mettere in orizzontale l’esperienza artistica smarcandola da verticalismi spaziali (nord e sud) e temporali (vecchio e nuovo), a favore di un’intersezione plurima e poliversa dei codici comunicativi.

Qualche linea programmatica può essere forse offerta dall’Editoriale del numero 1:

«All’incrocio dei decenni, dei secoli e dei millenni, all’incrocio delle culture e delle civiltà, che vanno e che vengono con sospetta frettolosità, resta vivo il desiderio di non lasciarsi azzerare dalla crisi, ma di partecipare alla registrazione, interpretazione, condivisione dei suoi portati, di recuperare solide coordinate di navigazione dentro lo spazio e dentro il tempo di un Occidente ammalato, se non di disvalore, di stanca superficialità, eppure costretto a doversi misurare, giocoforza, con la “novità” dei mondi che smobilitano e mobilitano, chiedendo di rivedere la carta dei diritti planetari.

Davanti all’indiscreta ipertrofia dell’approccio economico alla vita, alla sfacciata arroganza di certa tecnocrazia, all’autoreferenzialità di molta scenografia politica, al delirio alchemico di molta scienza, alla persistenza di ogni forma di violenza, di fronte – cioè al continuo e rinnovato spettacolo del limite umano, che trabocca dai telegiornali, non abbiamo pudore ad indicare il luogo letterario come un luogo per pensare, disegnare, vivere la condizione umana con la necessaria misura di ethos, di profondità, di umile progettualità: un luogo dove è possibile frequentare il verbo essere prima o accanto al verbofare, usando anche la logica del cuore, se possibile.

In tal senso, tenteremo di incrociare proposte, indicazioni, segni, parole, sogni, pensieri, bisogni nati dalla necessità e dal desiderio di superare i confini dell’asfissia, confidando nelle capacità rabdomantiche della scrittura, così come si manifesta sotto i cieli più diversi, senza dimenticare che, proprio sotto il nostro cielo, la tradizione letteraria ha fornito secoli e secoli di pagine e orizzonti, storicamente dati, ma non per questo “finiti”. Del resto, noi continuiamo a credere che sia possibile produrre incroci e incrociare dimensioni altrui solo se si può contare su di una propria identità, aperta, elastica, ma pur sempre riconosciuta e riconoscibile».

Ogni fascicolo di «incroci» è articolato in tre sezioni: ‘testi’, ovvero inediti in versi o in prosa, molto spesso suggestivamente “incrociati” con disegni e opere visuali di altro tipo; ‘saggi’ ovvero scritti di critica o comunque di tipo argomentativo; ‘schede’, ovvero recensioni relative a libri di recente pubblicazione.

Ciascun numero presenta un macro-tema che, pur non avendo un carattere vincolante, ne costituisce una sorta di fil rouge: nei numeri più recenti, ad esempio, si è parlato fra l’altro del sentimento dell’amicizia, del paese e della ‘paesitudine’, del rapporto fra scrittura e realtà all’interno della crisi economica e culturale che stiamo attraversando etc.

Per quanto riguarda i tanti percorsi che si sono sviluppati attraverso i numeri e gli anni, tantissimi sono i saggi relativi alla storia della letteratura italiana e straniera del Novecento (ma non sono mancate incursioni nei secoli precedenti), con largo spazio ai classici di questo secolo (Pasolini, Calvino, Sciascia, Levi e poi Gozzano, Luzi, Sereni, Caproni, Zanzotto, Bodini) ovvero alla produzione narrativa dei nostri giorni (fra gli altri ricordiamo Walter Siti, Antonio Scurati, Roberto Saviano, Alessandro Leogrande, Franco Arminio; Giuseppe Lupo, Laura Rainieri, Chiara Ingrao; Tano Citeroni, Raffaele Crovi, Gino Montesanto, Angela Giannitrapani).

Massima è stata poi l’attenzione dedicata alla poesia odierna, a proposito della quale la rivista ha costituito un vero e proprio osservatorio in presa diretta (tanti i poeti antologizzati, presentati criticamente o almeno recensiti, fra cui Guido Oldani, Gianni D’Elia, Sandro Boccardi, Domenico Cara, Giuliano Ladolfi, Matteo Bonsante, Cesare Viviani, Amedeo Anelli, Lino Angiuli, Salvatore Ritrovato, Daniela Marcheschi, Gabriella Sica, Mariella Bettarini; Leonardo Mancino, Rodolfo Di Biasio, Dante Maffia, Giuseppe Rosato, Ciro Vitiello, Vincenzo Anania, Vittorino Curci, Antonio Spagnuolo, Sergio D’Amaro, Cosma Siani, Gianni Custodero,Vincenzo Guarracino, Cristanziano Serricchio, Francesco Granatiero, Alberto Bertoni, Alberto Cappi, Dino Claudio; Lucio Zinna, Pietro Gatti, Assunta Finiguerra, Achille Serrao, Pietro Civitareale, Nino Pedretti, Franco Loi; Gregorio Scalise, Francesco Mainardi, Salvatore Martino, Paolo Febbraro, Elio Bartolini, Vuesse Gaudio, Luigi Fontanella, Cesare Ruffato, Enrico Fraccacreta, Ivano Mugnaini, Ivan Fedeli, Claudio Damiani, Eugenio Lucrezi, Marzio Pieri, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Andrea Temporelli, Marco Giovenale).

Fra gli appuntamenti periodicamente proposti ai lettori, si segnalano le antologie internazionali di voci poetiche provenienti dai vari Sud del mondo, spesso curate da Emilio Coco (con particolare riguardo all’Albania, al Mediterraneo, al Centro e Sud America) ovvero la puntuale ricognizione del panorama delle riviste di letteratura e di cultura che operano in Italia (a cura di Salvatore Ritrovato e Salvatore Francesco Lattarulo).

Il fiore all’occhiello della rivista naturalmente sono gli ‘incroci’ stabiliti con le altre arti: il cinema, il teatro, la musica, la danza e soprattutto le arti figurative, con numerosi saggi dedicati e con la pubblicazione in ogni numero di una piccola galleria di disegni e di altre forme grafiche e visuali; una pratica, questa, che a partire dal numero 19 si è sviluppata ulteriormente con la “Bottega di «incroci»”, un inserto a colori multicreativo, elaborato a più mani.

Ma gli incroci sono avvenuti anche con altre discipline e scienze umane, dall’antropologia alle convergenze fra letteratura e psicoanalisi (cfr. le rassegne curate per noi da Claudio Toscani), fino all’analisi sociologica-politica e all’impegno civile in senso lato, cui la rivista presta una crescente attenzione.

Da segnalare infine la pubblicazione di due numeri monografici, entrambi curati da Pegorari: il numero 3, dedicato a Innocenza e neo-dialettalità ovvero alla tradizione novecentesca della poesia scritta in dialetto, fino agli esiti più recenti; e il numero 16, contenente invece un Confronto sulla critica che, agganciandosi al recente, intenso dibattito sullo stato della critica italiana, ha dato modo alla rivista di ospitare un novero davvero ampio e prestigioso di studiosi (Giorgio Bàrberi Squarotti, Marzio Pieri, Lino Angiuli, Gabriella Sica, Franco Buffoni, Gianni D’Elia, Guido Oldani, Francesco Muzzioli, Michele Trecca, Emanuele Zinato, Marco Merlin, Stefano Guglielmin, Giuseppe Lupo, Roberto Deidier, Enzo Mansueto, Salvatore Ritrovato, Vito Santoro, Andrea Inglese, Alessandro Moscè, Daniele Maria Pegorari, Paolo Zublena, Fabio Moliterni).

 

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