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Archive for the ‘attualità’ Category

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da Incroci 33

 

La rivoluzione passiva dell’ISIS in Siria

 

un saggio di Marisa Della Gatta

Nelle dinamiche attuali del conflitto siriano, l’ISIS si pone come una tra le più potenti opposizioni al regime di Bashar al-Assad. Sebbene la sua nascita come gruppo militare e politico sia dovuta al vuoto di potere creatosi in Iraq con il governo sciita di al-Maliki, l’ideologia dell’ISIS ha trovato terreno fertile per il suo sviluppo in territorio siriano. Il presente articolo ha lo scopo di analizzare l’evoluzione della proposta dello Stato islamico in Siria e il tipo di alternativa da esso rappresentato.
L’autrice, dottoranda in Politica e relazioni internazionali presso la Macquarie University (Sydney, Australia) con un progetto di tesi sullo status delle comunità diasporiche siriane, lo legge non come un movimento estraneo alla storia siriana, bensì come un fenomeno organico al fondamentalismo siriano e come un tipo di rivoluzione passiva, secondo un’opportuna rilettura di Antonio Gramsci.

 Leggi qui l’articolo:  Marisa Della Gatta, La rivoluzione passiva dell’ISIS in Siria

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medi(t)ando2Crociate moderne e oscurantismo antico

 

 

 

 

 

di Sara Ricci

 

Non c’è niente da fare. La maledizione del lunedì si abbatte su di me ogni settimana, disseminando la mia esistenza di indizi talvolta microscopici uniti a prove tangibili della sua potenza. Stamattina la sveglia, anziché suonare come di consueto alle 6, ha deciso di trillare imperiosamente alle 4.22, interrompendo il mio sonno inquieto a mala pena dopo due misere ore; il risveglio improvviso mi ha letteralmente catapultata giù dal letto, consentendomi di testare la solidità del parquet con l’ampia superficie della mia fronte, attualmente non priva di sinuosi rilievi collinari e bitorzoli da impatto. Sono scesa in cucina per annegare la mia disperazione in una intera caffettiera napoletana, piacere lento e meditativo che mi concedo per invertire la tendenza disastrosa di giornate come questa.

Ed è in quel momento che ho commesso l’errore. Sarà stato il fastidio del pigiama che pizzicava come una cotta di maglia, la testa pesante come fosse incorniciata da un grande elmo, il cucchiaio brandito a mo’ di daga ma ho avuto sentore di medioevo sin dal primo sorso di caffè. E accendendo il pc per la mia quotidiana rassegnata rassegna stampa mi sono imbattuta in un resoconto delle recenti manifestazioni di piazza che hanno visto sfilare da una parte gli strenui difensori della tradizionale sacra famiglia eterosessuale (possibilmente santificata in chiesa perché il matrimonio civile è una presa per i fondelli oltre che un insulto a Dio), dall’altra orde colorate di pervertiti di ogni sorta inneggianti a improponibili idee di uguaglianza e anacronistica parità di diritti tra esseri umani. Crociate moderne, secondo la definizione ricorrente, che attinge a un lessico e a un immaginario oscurantista da apocalisse imminente unita ad estinzione della specie a causa della dilagante peste omosessuale. Leggi il seguito di questo post »

imm1Satira e saturazione mediatica. Noterella su «Charlie Hebdo»

 

 

 

 

di Sara Ricci

 

Dovevo intuirlo dal grigiore di quella mattina di inizio gennaio densa di presagi funesti: il caffè improvvisamente finito, la doccia interrotta nella fase critica dello shampoo che cola urticante negli occhi, lo sciopero non concordato della caldaia,  l’esplodere del morbo influenzale per chiudere in mestizia la tregenda natalizia. Erano chiari segnali che la saggezza popolare non sbaglia mai e che, malgrado non abbia mai trovato zampe di gatto nel lardo e che sul “moglie e buoi dei paesi tuoi” potrei scrivere un breve trattato di antropologia coniugale, il Leitmotiv “anno bisesto, anno funesto” ha caratterizzato le mie riflessioni mattutine post terza tazzulella di caffè.

Sull’ecatombe artistica e culturale che si è verificata in questi giorni tacerò per lutto (non mi sono ripresa ancora dalla morte di Lou Reed, figuriamoci se riesco a metabolizzare la scomparsa di David Bowie; e Alan Rickman, purtroppo per lui ricordato quasi esclusivamente come il Severus Piton di Harry Potter; e Franco Citti che “ma non era già morto? No, quello era Sergio”, ieri Michel Tournier alla veneranda età di duecento anni, ma la scrittura, quella, è immortale; oggi Glenn Frey, lo storico fondatore degli Eagles che torna a volare con le aquile). Insomma, un superlavoro per gli amanti del necrologio quotidiano, per i commentatori compulsivi da social network, per tutti coloro che, come me, a prima mattina si immergono nel vortice della comunicazione come in un bagno rilassante che si conclude con l’accidentale caduta di un asciugacapelli acceso nella vasca. Leggi il seguito di questo post »

PremioNei paraggi di premiopoli

 

 

di Lino Angiuli

 

«Un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori»: la frase che campeggia sulla sommità del Palazzo della Civiltà Italiana all’Eur andrebbe periodicamente chiosata e aggiornata, per verificarne la portata e la tenuta ovvero la distanza tra le mappe valoriali di allora e di ora, tenendo presente che il Duce ebbe a pronunziarla il 2 ottobre del 1935, rivolgendola contro le Nazioni Unite, che avevano osato condannare l’Italia per l’aggressione all’Abissinia.

Quanto alla prima categoria, essa può ancora stare in pole position, se si considera che sono quasi duemila i titoli annualmente prodotti dai nostri versificatori, nonostante i lettori di poesia, in Italia, si debba cercarli con il lanternino. Insomma, meno si legge e più si scrive, eppure la categoria non arretra, non si perde d’animo e resiste, nonostante qualche critico torni ciclicamente a dichiarare ex cathedra la “morte della poesia”. Leggi il seguito di questo post »

di Cecilia Mangini

Tutti o quasi si sono sbrigati a salutarlo una volta per sempre, a fasciarlo di elogi riducendolo a una mummia immota, celebrandolo per una vecchiaia che tanto ormai conta quanto il due picche, dichiarandolo sconfitto non con l’amarezza con cui lui si definiva, ma con un malcelato sospiro di sollievo, esaltandolo per la carica di Presidente della Camera, oggi che la Costituzione conta sempre meno e sempre meno conterà. Della sua elaborazione politica, nata in  seno alla sua corrente e che in Italia e perfino nel suo Partito è stata marginalizzata, non sembra ricordarsi nessuno, complice forse lui stesso che negli ultimi anni preferiva descriversi come un idealista con gli occhi rivolti alle sfere celesti. Leggi il seguito di questo post »

 

2014. Nelo Risi

Di certe cose che dette da Nelo Risi suonavano molto meglio.

È morto l’ultimo grande poeta del Novecento

 

 

di Daniele Maria Pegorari

 

Ogni tanto qualcuno sostiene che la poesia contemporanea sia morta; e a me pare sempre una ‘sentenza’ immotivata e quanto meno imprudente, perché lo sguardo troppo ravvicinato può convincerci che sia spacciato ciò che magari attraversa solo un cattivo momento di salute. Invece ora possiamo forse dire che è morta la grande poesia del Novecento, anzi possiamo persino fissarne la data di decesso: è accaduto oggi, venerdì 18 settembre 2015, giorno in cui, a trent’anni esatti da Italo Calvino (che di lui era più giovane di tre anni) si è spento Nelo Risi, l’ultimo gigante del secolo (Milano 1920 – Roma 2015). Leggi il seguito di questo post »

«LA REALTÀ È SUPERIORE ALL’IDEA» E «IL TEMPO È SUPERIORE ALLO SPAZIO».

 L’ENCICLICA DI PAPA FRANCESCO SULLA «CURA» DELL’AMBIENTE

 

 

di Daniele Maria Pegorari

 

Pensata come una lettera indirizzata «a tutte le persone di buona volontà» (n. 62) e non solo al popolo dei credenti in Cristo, l’enciclica Laudato si’, data il giorno di Pentecoste del 2015, terzo del pontificato di papa Bergoglio, è una riflessione morale sulla relazione stretta fra crisi ambientale e modello di sviluppo, che merita di entrare nel dibattito ideologico contemporaneo per la chiarezza delle proposizioni e per il coraggio con cui chiama in causa categorie e nodi concettuali altrove ritenuti spinosi, come «il lavoro» in quanto «senso della vita su questa terra» (n. 128), il «mondo postmoderno» (n. 162) o «post-industriale» (n. 165) e la «decrescita» (nn. 191-198). La struttura del ‘genere letterario’ è rigorosamente rispettata, col costante richiamo alla tradizione biblica (soprattutto veterotestamentaria, mi è parso) e alla tradizione magisteriale, con una comprensibile ricorrenza dei documenti dei due papi più recenti e della stessa esortazione apostolica Evangelii gaudium pubblicata da Francesco il 24 novembre 2013, giacché la tematica di stringente attualità scoraggia la ricerca di fondamenti dottrinali troppo indietro nel tempo. Stupisce favorevolmente la frequente citazione di documenti collettivi (come quelli di diverse conferenze episcopali non italiane) che confermano il carattere di novità del papa argentino: il suo cercare la nobiltà della Chiesa nella sua interezza, nel suo ‘corpo’, più che nella saldezza dell’auctoritas. Fa parte di questo carattere nuovo anche lo stile colloquiale dell’enciclica, la semplicità del dettato, l’abitudine a tornare sui nodi prediletti, temendo più di non essere compreso che di ripetersi. Leggi il seguito di questo post »


«incroci» - semestrale di letteratura e altre scritture

direzione: Lino Angiuli • Raffaele Nigro • Daniele Maria Pegorari.

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